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10 giu 2022

La proposta di legge regionale per allargare la rete intorno ai pazienti

10 giu 2022
La mostra allestita all’ex Ansaldo
La mostra allestita all’ex Ansaldo
La mostra allestita all’ex Ansaldo
La mostra allestita all’ex Ansaldo
La mostra allestita all’ex Ansaldo
La mostra allestita all’ex Ansaldo

Al compleanno dell’Unità spinale del Niguarda ne hanno parlato sia il presidente della Regione Attilio Fontana che Vincenzo Falabella, presidente di Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), in rappresentanza del "movimento associativo" che anche nel secolo scorso fu fondamentale per trasformare in realtà le Unità spinali messe su carta da un decreto ministeriale dell’88 e in Lombardia da una legge regionale del ’90, che ne battezzò una al Niguarda. Servono anche le leggi, e in ballo adesso, calendarizzata alla Commissione Sanità del Pirellone il 22 giugno, c’è una proposta di legge regionale per la "Definizione e funzionamento delle Unità spinali del servizio socio-sanitario lombardo". Che punta ad allargare la presa in carico "globale" dei pazienti con lesioni midollari, che sono tra le principali cause di disabilità e riguardano ogni anno circa duemila persone in Italia, soprattutto giovani, a causa di incidenti stradali e altri traumi ma anche di tumori, infezioni e malattie degenerative.

La proposta di legge è stata firmata da tutti i gruppi, il primo firmatario è Carlo Borghetti, vicepresidente del Consiglio regionale del Pd, contento della citazione di Fontana perché "significa che anche la Giunta ne ha valutato e capito l’importanza. Rispetto a vent’anni fa, sono cambiati parecchi aspetti nella cura e nell’assistenza delle persone politraumatizzate: hanno bisogno di un servizio post ospedaliero organizzato e capillare, una cura costante della loro cronicità. E devono essere aumentati i posti letto, per evitare che ad esempio il Niguarda debba rifiutare decine di richieste di ricovero ogni anno". Fondamentale, aggiunge Borghetti, è "l’implementazione di una rete di servizi territoriali collegati con le Unità spinali, che provveda alla presa in carico con continuità del paziente, in collegamento con le realtà del territorio". Gi. Bo.

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