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26 apr 2022

La Piccola Ribalta, mezzo secolo sul palco

La compagnia propone commedie in dialetto. "A giugno uno spettacolo ripercorrerà i fatti salienti a Melegnano dal ’72 a oggi"

alessandra zanardi
Cronaca
Tra tecnici e attori sono 150 le persone che in 50 anni si sono avvicendate nella compagnia teatrale melegnanese
Tra tecnici e attori sono 150 le persone che in 50 anni si sono avvicendate nella compagnia teatrale melegnanese
Tra tecnici e attori sono 150 le persone che in 50 anni si sono avvicendate nella compagnia teatrale melegnanese

di Alessandra Zanardi

Cinquant’anni di palcoscenico, "il teatro è ancora una forma di aggregazione". Con le sue commedie, è arrivata a tagliare un traguardo importante la compagnia teatrale La Piccola Ribalta, che per i dieci lustri di attività è stata premiata dal Comune di Melegnano con la benemerenza civica, in occasione della recente Fiera del Perdono.

Un percorso lungo e articolato per il gruppo di amanti della recitazione che a partire dal 1972, anno nel quale lo scomparso Enrico Maghini fondò il sodalizio, ha subìto un naturale ricambio generazionale, ma è rimasto a calcare le scene sia nella città del castello mediceo che nei Comuni vicini per cercare di fare del teatro un contesto di condivisione. E uno strumento di riscoperta del dialetto e delle tradizioni della Bassa milanese. Proprio quella miscela di milanese e melegnanese è una delle caratteristiche delle piéces della compagnia, che ogni tanto si concede anche qualche incursione nell’idioma di Dante, per attirare i giovani e ampliare la platea di pubblico.

“Andrea Lumaga trasporti rapidi”, “I danèe di pret vann in ciel”, “Assassinate la zitella” e “La banda de l’Ortiga” sono solo alcuni degli spettacoli messi in scena negli ultimi dieci anni all’interno di un teatro che vuole fare intrattenimento, ma non tralascia l’attenzione al sociale. "Nel 2019 a Monza abbiamo portato un lavoro sulla demenza senile – ricorda il presidente Domenico Soffientini –. La nostra è un’associazione senza fini di lucro: il ricavato delle rappresentazioni viene devoluto in beneficenza. Di recente abbiamo donato una somma alla parrocchia di Cerro al Lambro, che sta ospitando un gruppo di profughi ucraini".

Nel novembre 2019 l’ultimo spettacolo pre-pandemia, “Sposerò la vedova allegra”, poi lo stop forzato e ora il riaffacciarsi sulle scene con una serie di progetti. "A giugno, in collaborazione con la Pro loco e l’associazione numismatica, abbiamo in programma uno spettacolo che ripercorre i fatti salienti di Melegnano dal ’72 ad oggi – annuncia il presidente –, mentre a novembre reciteremo ‘Amore e gelosia si fan sempre compagnia’, commedia in tre atti di Luciano Meroni". "C’è voglia di ridere, di tornare a svagarsi dopo la pandemia. Il teatro si conferma un ottimo mezzo per avvicinare il pubblico".

Tra tecnici e attori, sono 150 le persone che in 50 anni si sono avvicendate all’interno della compagnia, sperimentando anche, in qualche occasione, "il bello della diretta". "Una volta, mentre recitavamo Govi, in concomitanza con un battito di mani dell’attore un quadro appeso a una parete crollò a terra. Un caso, ma il pubblico pensò si trattasse di un effetto voluto e ne restò colpito".

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