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24 feb 2022

"La classica come l’alta cucina va spiegata, così si gusta meglio"

grazia lissi
Cronaca
Lorenzo Viotti dirige. Thaïs di Jules Massenet. al Teatro alla Scala
Lorenzo Viotti dirige. Thaïs di Jules Massenet. al Teatro alla Scala
Lorenzo Viotti dirige. Thaïs di Jules Massenet. al Teatro alla Scala

di Grazia Lissi La sua direzione di Thaïs di Massenet, in scena alla Scala fino al 2 marzo, l’ha consacrato. Lorenzo Viotti si conferma come uno dei più bravi e preparati direttori d’orchestra della sua generazione. Sorride con distacco alle lodi che lo circondano, non vuole essere considerato una star, anzi. Questa sera, sabato e domenica il Maestro italo-francese torna per la terza volta sul podio della Filarmonica per la Stagione Sinfonica del Teatro. In programma la “Serenata per archi” di Čajkovskij e la “Sinfonia n°2” di Rachmaninov; i concerti sono stati preceduti da una prova aperta per agli studenti e al pubblico Under30 e inviati del servizio di promozione culturale del Comune di Milano fra cui un gruppo di donne immigrate. Viotti racconta: "E’ importante dialogare con il pubblico, incontrarlo. Dobbiamo parlare con la gente, dobbiamo avvicinare la musica a tutti. Le mie parole sono un aiuto per entrare in un mondo strordinario. Siamo il ponte tra il pubblico e l’orchestra". Ricorda che una visione della musica classica come qualcosa di nicchia, solo per un pubblico “eccelso” è qualcosa di inutile e antico. In occasione Thaïs il Maestro incontra gli spettatori prima di ogni recita insieme alla musicologa Liana Puschel racconta l’opera. "La musica classica è come l’alta cucina: se lo chef viene e ti spiega il piatto che ha preparato riesce a gustarlo meglio". Jeans, maglione rosa, scarpe da tennis, Viotti che ha trentadue anni non è così lontano dai ragazzi che alla Scala lo ascoltano con attenzione e simpatia. Se la grande musica è per tutti difficile capire se un repertorio, più di un altro, può avvicinare il pubblico più giovane "Alla radio, per strada ascoltiamo musica terribile per i nostri percorsi emozionali. Non dobbiamo proporre programmi più facili ma usare le parole giuste per comunicarli". Rivela il ...

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