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23 gen 2022

Sala per le slot machine a Inzago. La battaglia non si ferma

Inzago, pioggia di critiche sul progetto da realizzare sulla Padana Superiore. "Non si può fare perché è a meno di 500 metri da luoghi definiti sensibili "

monica autunno
Cronaca
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Sala slot

Inzago (Milano) - Sala slot sulla Padana Superiore, primi movimenti sull’area al via, ma a Inzago la battaglia sembra solo al principio: "A meno di cinquecento metri dall’area un maneggio con ippoterapia e una scuola di danza. Luoghi sensibili, che da normativa offrono un appiglio al Comune per bloccare l’iter. Sempre che lo si voglia". Alfiere della prima ora della protesta contro il permesso rilasciato in dicembre dagli uffici comunali ai lavori prodromici alla realizzazione della struttura, una sala giochi di 500 metri quadrati sull’area di una concessionaria in zona Villa Fornaci, la lista civica di minoranza Inzago Città Aperta. Ma la schiera dei no slot sembra rinfoltirsi. Alla campagna di dissenso stanno aderendo altri gruppi di opposizione. E qualche movimento sarebbe in atto in ambiente parrocchiale.

Nei giorni scorsi, da parte della civica di Marialuisa Motta e Mauro Simone, la richiesta di accesso alla documentazione. "Poi valuteremo come muoverci". Così, nei giorni scorsi, il gruppo in una nota sulla sua pagina. "La prima richiesta di apertura della sala slot è della fine del 2020, e per un anno l’intera faccenda è rimasta avvolta nel silenzio. Ci si chiede cosa sia stato fatto. O se si sia invece scelto un approccio puramente burocratico demandando ai soli uffici il disbrigo della pratica, e rinunciando a qualsiasi ruolo di indirizzo". Il centro ippico a poca distanza dall’area scelta per l’insediamento un possibile asso nella manica. La legge regionale del 2013 su prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico all’articolo 5, chiarisce: "Per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili è vietata la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino a una distanza entro il limite massimo di 500 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, asili nido d’infanzia, luoghi di culto, e impianti sportivi". Oltre al centro ippico, che propone attività equestre e gare, ma anche ippoterapia in collaborazione con l’ospedale di Niguarda, nel medesimo "raggio tutelabile" si trova anche una scuola di danza. "Occorre distinguere piano politico e piano tecnico - così il primo cittadino -. Questo progetto non piace nemmeno a me. Ma gli uffici non possono respingere pratiche senza motivazioni valide, ed esporre il comune a penali o denunce".

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