Il Big Ben a Londra (Olycom)
Il Big Ben a Londra (Olycom)

Milano, 28 gennaio 2017 - Inglese? Milanesi promossi con la media del 6/7. E' quanto emerge da un'indagine della Camera di commercio di Milano condotta su un campione di 400 milanesi. Cosa è emerso? I residenti all'ombra della Madonnina sono risultati molto preparati nella terminologia legata agli eventi. Il 61% conosce il vero significato del “Blue Monday” (il terzo lunedì del mese di gennaio comunemente noto come il giorno più triste dell’anno) e l’85,4% sa cosa aspettarsi durante il “Black Friday” (la giornata successiva al Giorno del ringraziamento che tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio).

Piuttosto ferrati anche nelle espressioni grammaticali: circa il 70% traduce correttamente “sono d’accordo con te” (I agree with you) e “le persone sono” (people are) mentre solo il 26% conosce la traduzione esatta di “I know my chicken” (conosco i miei polli). Meno abili nell’utilizzo dei cosiddetti “false friends”: il termine “to firm up” (“rassodare”) è tradotto correttamente dal 33,6% degli intervistati, mentre il 29% è convinto che “la società di” sia il vero significato di questa parola. Anche il termine “dependant” trae in inganno: la maggior parte degli intervistati (27,7%) attribuisce al termine il significato di dipendente (di lavoro); mentre appena il 25% conosce la sua traduzione esatta (“familiare a carico”). Infine, il termine “incident” crea non poca confusione: il 30,8% non conosce il vero significato (incidente) e traduce con “evento”.

Lingue importanti per i milanesi: voto 8 da 1 a 10 alla necessità di conoscerle. Ma danno voto 6 alla diffusione effettiva. Vorrebbero rafforzare la conoscenza a scuola (26% e negli uffici pubblici (24%). Va meglio nelle imprese per il 33%. Il 72% parla inglese, il 47% francese, il 20% solo italiano. Ai primi posti tra le lingue straniere più conosciute dai milanesi: l’inglese (72,1%), il francese (46,7%), lo spagnolo (21%), il tedesco (12,6%) e il russo (1,8%). Il 19,2% degli intervistati parla solo italiano.

I milanesi vorrebbero sapere di più inglese e cinese. Per la maggior parte degli intervistati (67,2%) l’inglese dovrebbe essere più diffuso di ora, seguito dal cinese (17%), l’arabo (11,3%), il russo e lo spagnolo (10%), il tedesco (7,4%) e il francese (5,6%). Il 20,3% ritiene che tutte le lingue andrebbero migliorate. Per una impresa su quattro sarebbe molto utile una app per trovare imprese di traduzione adatte per un servizio professionale e di qualità, nelle diverse situazioni.

Proprio in merito all'apprendimento e uso delle lingue straniere è in arrivo il nuovo Codice di autodisciplina di Camera di commercio e Federlingue – Confcommercio Milano, sarà presentato martedì. La Camera di commercio, attraverso il Servizio Armonizzazione del Mercato e su iniziativa di Federlingue-Confcommercio Milano, ha revisionato con un Tavolo di lavoro il codice di autodisciplina che l’associazione di categoria, la più importante nel settore formazione linguistica e traduzione, aveva già come strumento interno. Il codice rappresenta un segnale di qualità rivolto al mercato, allo scopo di standardizzare verso l’alto, per tutte le imprese aderenti, i livelli di servizio offerto alla generalità dei consumatori. In esso trovano posto non solo le norme che stanno alla base della vita associativa, ma anche quelle di condotta degli insegnanti, dei traduttori e degli addetti ai servizi accessori: ci si propone così di tutelare al meglio le aspettative dei consumatori, che anche grazie ai codici possono identificare le pratiche commerciali da incoraggiare o da bocciare.