Manifestazione degli infermieri in piazza Duomo
Manifestazione degli infermieri in piazza Duomo

Milano, 4 luglio 2020 - Nuova protesta degli infermieri a Milano. Sono tornati in piazza questa mattina per chiedere "rispetto" e "misure concrete". Sono arrivati da tutta Italia e si sono dati appuntamento questa mattina in piazza Duomo. "Annunci e promesse hanno fatto il loro tempo: è tempo di concretezza - spiega il responsabile di Nursing Up regione Lombardia, Angelo Macchia -. La pazienza degli infermieri italiani è finita, vogliamo che venga riconosciuta la nostra professionalità, per la dignità della categoria e per il bene della sanità italiana".

Prima dell'inizio della manifestazione gli infermieri hanno osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del coronavirus accompagnato dal suono di una tromba che intonava il "silenzio". "Sui media siamo chiamati eroi e leggiamo di riconoscimenti economici che non arrivano mai o, se arrivano, lo sono a metà. Qui in Lombardia per esempio la Regione - accusa il responsabile sindacale -, in accordo con Cgil, Cisl e Uil, ha prima annunciato ai quattro venti delle cifre, che alla prova dei fatti sono risultate praticamente dimezzate, perché al lordo di oneri riflessi ed Irap. Poi è corsa ai ripari, ma non utilizzando fondi propri, ma quelli già stanziati dal decreto Rilancio per i premi per chi è stato in prima linea nella lotta al Covid 19. Di fatto una partita di giro sulla pelle di chi ha rischiato la vita. Ma ci sono anche molti errori nella gestione e distribuzione dei fondi. Troviamo anche ingiusto e assurdo che i premi vengano riconosciuti a chi ha lavorato da casa, ci sono anche casi in cui infermieri e operatori sanitari sono stati collocati nella fascia degli amministrativi e personale con contratto part time, precettato a tempo pieno, si è visto riconoscere un bonus ridotto". 

Tra le richieste dei manifestanti: un'area contrattuale infermieristica che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità della categoria, risorse economiche sufficienti per garantire una indennità infermieristica, riconoscimento della malattia professionale e dell'indennizzo in caso di infezione, adeguamento delle dotazioni organiche del personale e aggiornamento degli accessi universitari, superamento del vincolo di esclusività per consentire di prestare attività professionale a favore di strutture sociosanitarie anche per far fronte alla carenza di personale e riduzione del debito orario settimanale pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come avviene per i medici.