Milano, 8 dicembre 2019 - E' morta la donna di 49 anni che da ieri era ricoverata in coma al Policlinico, a seguito dello scontro tra un filobus dell'Atm e un mezzo della nettezza urbana dell'Amsa, in viale Bezzi a Milano. A darne notizia la stessa Atm che, "nell'apprendere che la passeggera gravemente coinvolta nell'incidente stradale di ieri è deceduta - scrive in una nota - esprime la sua profonda vicinanza ai familiari in questo momento di grande dolore. L'Azienda è impegnata da subito a fornire tutto il supporto necessario alla famiglia colpita da questo grave lutto". I medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale e i familiari hanno quindi dato il consenso alla donazione degli organi.

LA RICOSTRUZIONE - Sarebbe stato proprio il filobus dell'Atm a non rispettare il semaforo rosso e a causare quindi l'incidente in cui è morta la donna, sbalzata fuori dal mezzo, e sono rimasti feriti numerosi altri passeggeri. "Dalla ricostruzione della dinamica emerge che il filobus non abbia rispettato la precedenza semaforica", scrive la stessa Atm che "ha già aperto un'indagine interna ed è pronta a prendere tutti gli opportuni provvedimenti". Inizialmente si era pensato che la donna filippina fosse una passante che attraversava la strada, sulle strisce pedonali e con il verde, ma poi il marito che viaggiava con lei ha chiarito che stavano andando insieme al lavoro in filobus. La 49enne è precipitata da una delle porte che si erano aperte da sole in conseguenza dell'impatto ed è stata sbalzata dopo l'urto sull'asfalto, dove ha violentemente picchiato il capo. Tra gli altri i più gravi sono un 47enne con trauma cranico commotivo e un 29enne che ha riportato la frattura del femore. 

LE REAZIONI - "A nome di Milano esprimo le più sentite condoglianze ai familiari e a tutta la comunità filippina". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso il suo cordoglio e quello della città per la donna morta in seguito allo scontro tra un bus Atm e un camion di raccolta dei rifiuti. "Sono profondamente addolorato e sono conscio di dover fare sempre tutto il possibile per garantire ai miei concittadini quelle condizioni di vita dignitosa e sicura che meritano. E di sentirmi pienamente responsabile quando ciò non avviene", ha aggiunto Sala che questa mattina era stato al Policlinico per verificare le condizioni della donna e incontrare la famiglia e i datori di lavoro. "E' accertato che il filobus non ha rispettato la precedenza semaforica. Ho chiesto di avviare una verifica interna ad Atm e penso che ci saranno indagini giudiziarie per definire le responsabilità. Shirley mi è stata dipinta da quanti a lei vicini come una donna straordinaria, grande lavoratrice ed estremamente affidabile - ha concluso Sala -. Mi ha colpito in particolare il racconto della famiglia italiana presso la quale lavorava e dell'affetto che tale racconto esprimeva. Una storia come tante, una donna immigrata che svolgeva con dedizione uno di quei lavori che sembrano ormai destinati solo a queste persone che vengono da lontano".

IL CORDOGLIO - Immediato il cordoglio dal mondo politico. "Una preghiera e un pensiero ai famigliari della povera signora, non si può e non si deve morire così", ha detto segretario della Lega Matteo Salvini. Seguito da Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e consigliere comunale a Milano: "Esprimiamo con grande dolore il nostro cordoglio nell'apprendere la notizia della morte della donna coinvolta ieri a Milano in un tragico scontro tra filobus dell'Atm e un camion per la raccolta rifiuti dell'Amsa. Forza Italia si stringe attorto ai familiari della vittima in questo momento di immensa sofferenza". Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha scritto su Facebook: "Rimane lo sgomento per un incidente che non doveva accadere". Il presidente della Regione ha quindo proseguito: "Un abbraccio sincero da parte mia e di tutta Regione Lombardia ai familiari e agli amici della donna che, nonostante gli sforzi degli ottimi medici del Policlinico di Milano, non è riuscita a salvarsi. Ringrazio tutta l'équipe medica e ancora di più i familiari della vittima che, nonostante il dolore, hanno acconsentito alla donazione degli organi".