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24 feb 2022

Bruzzano, incendio doloso appiccato a un negozio. Caccia a un ragazzo misterioso

Le fiamme hanno avvolto la cler. I titolari: "Mai ricevuto minacce". L’autore (coperto) ripreso da una telecamera

marianna vazzana
Cronaca

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Milano -  La serranda nera, l’insegna completamente inghiottita dalle fiamme. Il negozio “Gap Abbigliamento“ di piazza Bruzzano, periferia nord della città, è stato colpito da un incendio doloso ieri notte. "Una telecamera esterna ha ripreso la sagoma di un ragazzo a volto coperto che getta del liquido infiammabile sulla cler e poi appicca il fuoco", spiegano Vincenzo e Stefano Di Pietto, fratelli di 52 e 48 anni, titolari del negozio che fu inaugurato dal loro papà mezzo secolo fa. "Noi rappresentiamo la terza generazione di commercianti. Fu nostro nonno, che era originario di Benevento, ad aprire la prima attività in via Farini. Poi il papà aprì questa e altre, sparse in diversi quartieri. E noi abbiamo raccolto il testimone. Oggi siamo a Bruzzano e in piazza Prealpi, vicino a via Mac Mahon".

La loro è una bottega di quartiere, punto di riferimento per gli abitanti. "Non abbiamo idea di chi possa aver bruciato la serranda: nessuno ci ha mai minacciato, nessuno ci ha mai presentato richeste “strane“. Abbiamo fatto mente locale su eventuali screzi avuti con clienti, su chi potrebbe avercela con noi per qualsiasi motivo. Ma non ci viene in mente nulla. Nessuno si è mai lamentato neppure di dover esibire il green pass. Però il gesto era mirato a noi, senza ombra di dubbio: perché?". Il rogo è scoppiato alle 2.30 di ieri. "Il nostro allarme è collegato alla rete elettrica, ed è andato fuori uso a causa delle fiamme. È stato un addetto Amsa di passaggio ad accorgersi dell’incendio e a chiamare aiuto", continuano i fratelli. Così sono intervenuti i vigili del fuoco e poi la polizia di Stato, che ora sta indagando sulla vicenda. Il danno ammonta ad alcune migliaia di euro. "Fortunatamente non abbiamo avuto danni interni, quindi nel pomeriggio abbiamo riaperto, anche per dare un segnale alla zona: noi ci siamo, come sempre".

Sul caso si esprime l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, che su Facebook scrive: "Ho massima fiducia nelle forze dell’ordine e nella Magistratura. Noi come istituzioni e cittadini dobbiamo essere intransigenti sulla legalità, vicini e solidali a chi subisce attacchi. Bruzzano è per la legalità". La solidarietà, i residenti l’hanno mostrata fin dal mattino passando a dare conforto ai titolari. "E noi – sottolinea Arianna Terragni, vicepresidente del neonato Comitato di quartiere Bruzzano – stiamo incentivando gli abitanti ad acquistare almeno un capo in questa boutique, per solidarietà. Vorremmo anche creare borsine personalizzate, da distribuire a chi donerà un’offerta per Gap abbigliamento".

A proposito del nome, "non c’entra nulla con il brand statunitense", precisano i titolari, la cui attività allunga la lista delle botteghe prese di mira da ignoti: lo scorso 21 novembre era stata lanciata una bomba (inesplosa) dentro una carrozzeria di via Forze Armate, a Baggio. Ancora: iI 19 luglio del 2016 in via Odazio, al quartiere Giambellino, era bruciata un’officina. Ipotesi: gesto doloso. A Bruzzano, i roghi sono stati diversi: il 27 febbraio del 2012 era stato appiccato il fuoco in un negozio di alimentari e, tra il 29 e il 30 settembre 2014, in via Acerbi, tra le fiamme era finito un bar.

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