Incendio al Museo del Cinema in via Gluck
Incendio al Museo del Cinema in via Gluck

Milano, 6 marzo 2017 - «Il 28 febbraio abbiamo restituito le chiavi alla proprietà della palazzina, i manifesti sono tutti al sicuro dentro scatoloni, in un deposito. Sono sani e salvi». L’unica consolazione per Giampiero Lessio, presidente del Fermo immagine - Museo del Manifesto cinematografico, la cui sede storica di via Gluck 45 è andata a fuoco nella notte, con tutta probabilità per un corto circuito. Salvo un patrimonio di oltre 150mila manifesti, locandine e fotobuste, bozzetti originali e più di 60mila foto, una collezione tra le più ricche d’Italia. In via Gluck era rimasto solo pochissimo materiale, per fortuna non di pregio. Quasi tutta la collezione era già stata sistemata in un deposito in vista del trasloco futuro. Sì, perché il Museo è da mesi in cerca di un nuovo spazio. È ottimista, Lessio: «Spero si riesca a trovare una nuova sede al più presto. I riflettori ancora una volta puntati sulla nostra situzione potrebbero, chissà, accelerare i tempi». È affiancato dalle associazioni del quartiere Greco, che non vogliono perdere il polo culturale. In prima linea Amici della Martesana, Atelier Gluck, 4 Tunnel, Fas, e 4mila sostenitori che hanno firmato la petizione. «Abbiamo  incontrato gli assessori Del Corno e Majorino – svela Lessio <WC>–, si sono detti disponibili ad aiutarci, sono fiducioso». Come Marco Balsamo e Pippo Amato, degli Amici della Martesana.

Ieri gli occhi erano tutti puntati sulla palazzina andata a fuoco. «Intorno alle 23.45 mi sono accorta che sul tetto di via Gluck 45 c’erano fiamme alte -  racconta Desirèe Carrai, residente - e ho subito lanciato l’allarme. All’inizio pensavo che qualcuno avesse bruciato qualcosa, magari per il Carnevale, ma il fumo era sempre più denso, era impressionante». Per precauzione, vigili del fuoco e polizia hanno disposto l’evacuazione dell’edificio attiguo. Paura pure nei palazzi di via Zuretti, alle spalle dello stabile: «Mi sono affacciato al balcone e ho visto il fuoco -  continua Marco Angellotti -  allora sono sceso a bussare a tutte le porte del condominio, dicendo che c’era un incendio in corso».

L’amico Domenico Caporaletti aggiunge: «Non sono stati bei momenti». «L’episodio di cronaca - interviene il presidente del Municipio 2 Samuele Piscina (Lega): riporta alla ribalta la vicenda del Museo, una realtà unica al mondo, che va salvaguardata. Aspettiamo ancora una risposta del Comune: le sedi vuote sono tante, perché non metterle a bando? C’è davvero la volontà di aiutare i cittadini?». Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia, rincara la dose: «Possibile che in tutti questi mesi il Comune non sia stato in grado di attivare soluzioni alternative mentre consente da anni occupazioni illegali come quella di Macao in Viale Molise o la recente azione negli ex Bagni di Via Esterle?».