Imane Fadil
Imane Fadil

Milano, 24 marzo 2019 - Sarà la conferma dei dati dell’Enea, l’istituto incaricato di effettuare un contro esame (gli inquirenti hanno parlato di «una seconda opinione») sui piccoli campioni di tessuti prelevati dagli organi della ragazza a chiudere definitivamente il cerchio sull’assenza di radioattività dal corpo di Imane Fadil, l’ex modella marocchina teste chiave nei processi Ruby contro Silvio Berlusconi, deceduta in circostanze misteriose lo scorso primo marzo.

L’autopsia che la Procura aveva annunciato per ieri, slitta a domani o forse martedì. L’avvocato della donna, Paolo Sevesi, che l’aveva seguita fino all’ultimo e rappresentava i familiari e un amico di Fadil, ha rimesso due giorni fa il suo mandato. Il legale si è presentato in Procura per formalizzare la rinuncia all’incarico per contrasti sulla linea nelle indagini con la famiglia della modella. Sevesi aveva insistito sull’attenersi all’oggettività dei dati. L’avvocato aveva raccontato che Imane già l’11 gennaio scorso, tre giorni prima dell’udienza sul caso Ruby ter in cui venne estromessa da parte civile, gli aveva inviato un messaggio dicendogli «oggi non mi sento bene». Anche in Tribunale, due settimane prima del ricovero, gli disse di stare male. I familiari, invece, hanno già nominato due nuovi legali e insistono sulla possibilità che si tratti davvero di un omicidio, chiedono «verità» sul caso Fadil.

Emerge intanto dalla Procura che era stato l’esito degli esami di urine e sangue, comunicato in via ufficiale dal dipartimento di Fisica dell’Università Statale alla Procura il 12 marzo scorso, undici giorni dopo la morte di Fadil, a far nascere negli inquirenti il sospetto che la trentaquattrenne fosse morta per avvelenamento da sostanze radioattive. Nel documento veniva comunicata ai magistrati l’esistenza di «tracce di raggi alfa» nel corpo della donna, morta il 1 marzo all’Humanitas di Rozzano. Tracce che secondo i fisici erano «degne di approfondimento». L’autopsia sul corpo della giovane verrà effettuata solo dopo che sarà conferito l’incarico al consulente tecnico, cosa che dovrebbe avvenire già domani.