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28 lug 2022
barbara calderola
Cronaca
28 lug 2022

Il Tar boccia l’impianto di biogas a Masate

Accolto il ricorso del Comune di Inzago, di Legambiente e dei Comitati. Gli ecologisti esultano: vince la tutela del territorio

28 lug 2022
barbara calderola
Cronaca

di Barbara Calderola

"Il professionista non poteva firmare il progetto", il Tar accoglie il ricorso del Comune di Inzago, di Legambiente e dei Comitati e boccia l’autorizzazione di Città Metropolitana all’impianto di biogas, a Masate. "Vince la tutela del territorio, l’impegno di tante persone a difesa delle nostre comunità - dice Giuseppe Moretti, alla testa degli ambientalisti dell’Adda-Martesana -. Abbiamo seguito il percorso del provvedimento denunciando una serie di inadempienze dell’ex Provincia, che ha sempre tenuto una linea mirata a dare il via libera a Bio Energy a ogni costo senza entrare nel merito della proposta e della tutela degli interessi dei cittadini".

I giudici amministrativi hanno evidenziato il vizio, "il progettista non poteva occuparsi di impianti per il trattamento di rifiuti". Tutto nero su bianco nella sentenza. "Questa grave mancanza era stata già fatta presente in fase di Conferenza di Servizi sia dal tecnico dell’amministrazione di Inzago che dagli esperti dei Comitati No biogas - ricorda Moretti - ma Palazzo Isimbardi è andato avanti dritto per la propria strada senza ascoltare i cittadini e senza valutare alternative. Come il Comune di Masate che in dibattimento ha dichiarato la compatibilità del nuovo polo con il proprio Piano di governo del territorio e anche sotto il profilo paesaggistico".

Soluzione giudiziaria dunque, "la sola che ci rimane quando fallisce il dialogo", ricordano gli ecologisti che non contestano "il biometano, ma la collocazione delle nuove linee in un’area di pregio dal punto di vista agricolo. In una zona dismessa non avremmo avuto nulla da eccepire". C’è un altro ricorso che pende, questa volta al Consiglio di Stato, dopo una prima sentenza sfavorevole, sull’altro impianto per il biogas progettato qui, quello di Energa". Si aggiunge una terza battaglia "per evitare che l’Est Milano finisca sotto assedio: quella contro la logistica a Vaprio, 130mila metri di magazzino Lidl in arrivo. Anche lì ci siamo rivolti al Tribunale amministrativo regionale e anche lì speriamo di avere presto buone notizia. Altrimenti, nella valle di Leonardo turisti e ciclisti saranno costretti a fare lo slalom fra capannoni e il viavai di camion dalla cava che Città Metropolitana e Regione hanno deciso di ampliare".

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