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16 gen 2022

Il Rinascimento di Bergamo Brescia e nostro

laura
Cronaca

Laura Volpi* Molteplici sono le suggestioni che si respirano alla mostra Il Rinascimento di Bergamo e Brescia. Lotto Moretto Savoldo Moroni, allestita nella prestigiosa cornice di Sala Alessi a Palazzo Marino, "donata" al pubblico milanese fino a oggi. L’esposizione, a cura di Francesco Frangi e Simone Facchinetti, offre uno spaccato di quel crocevia culturale rappresentato da Milano, Bergamo, Brescia, attraverso quattro opere provenienti dalle collezioni della Pinacoteca di Brera, dell’Accademia Carrara e della Pinacoteca Tosio Martinengo. Bellissimo il progetto di allestimento, in cui i dipinti dialogano con lo spazio intorno, "incorniciati" in un gioco di quinte sceniche. Non si può non rimanere colpiti dalla compenetrazione tra il naturalismo della pittura lombarda e le sollecitazioni giunte da quel fermento di idee che caratterizzarono a largo raggio la fucina del Cinquecento figurativo. In primo luogo, la resa realistica delle figure, grazie a un linguaggio fortemente innovativo nel panorama italiano, figlio di più congiunture, quali il magistero quattrocentesco di Vincenzo Foppa, con quei suoi incarnati grigio-verdi che trasudano umanità vera. Poi le istanze espressive di Lorenzo Lotto, l’incredibile artista veneziano che portò, negli anni del suo soggiorno bergamasco, la sensibilità espressiva del colore veneziano, l’attenzione al vero psicologico, il naturalismo tedesco alla Dürer. Infine s’intrecciano, negli esiti lombardi, i paesaggi visionari di matrice fiamminga e l’attenzione al chiaroscuro, nel rapporto tra luce indagatrice e ombra, che preluderà alle opere dei bresciani Savoldo e Moretto. La mostra è un voluto omaggio alla figura di Roberto Longhi, uno dei maggiori storici dell’arte del Nocevento che interpretò i pittori in mostra, nell’ottica di una nuova lettura del Caravaggio. Ma c’è anche "la maniera moderna" del magistero di Leonardo con la sua prospettiva aerea, che appare nel dipinto di Savoldo con l’illanguidire azzurrino delle montagne in lontananza. Un pastore si affaccia alla finestra, contemplando la Natività. Ed è quel ...

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