di Annamaria Lazzari La trattoria Masuelli di viale Umbria - indirizzo di cucina milanese e piemontese, partito già con il delivery - ha deciso di prendersi ancora qualche giorno di tempo prima di aprire ufficialmente: succederà solo lunedì 25 maggio. Sono già arrivate una decina di prenotazioni: il fatto che in cucina sia rimasto chef Massimiliano Masuelli è una...

di Annamaria Lazzari

La trattoria Masuelli di viale Umbria - indirizzo di cucina milanese e piemontese, partito già con il delivery - ha deciso di prendersi ancora qualche giorno di tempo prima di aprire ufficialmente: succederà solo lunedì 25 maggio. Sono già arrivate una decina di prenotazioni: il fatto che in cucina sia rimasto chef Massimiliano Masuelli è una garanzia. Ma nella sala alcune cose sono cambiate. Il menù alla carta è plastificato, affinché possa essere sanificato ogni volta. Il distanziamento dei tavoli, con il dimezzamento dei coperti che ora sono una trentina, è stato inevitabile. La famiglia Masuelli non ha però ceduto alla “mania” di installare il plexiglas.

"Lo ritengo un “accessorio” di poco gusto, un tradimento dell’essenza del ristorante che non è solo buon cibo ma convivialità, socialità, esperienza. E che esperienza è quella di mangiare di fronte ad un muro di plastica?" si chiede Andrea Masuelli, quarta generazione a continuare la tradizione di un locale che l’anno prossimo festeggia un secolo. Secondo Andrea - che ha 24 anni è responsabile della sala, sommelier e si sobbarca pure la parte amministrativa - la scelta della sua famiglia non è così peregrina: "Conosco bene Singapore perché ci ho lavorato. Alcuni nostri parenti hanno lì dei ristoranti italiani. I plexiglas lì non li ha adottati nessuno. Da noi qualcuno si è fatto prendere dal panico". Le aziende hanno fiutato l’affare: "Abbiamo ricevuto centinaia di email con proposte da 50 euro a 200 euro a barriera. Avrebbero potuto anche regalarmele. Il punto è che non voglio trasformare il mio ristorante in una scatola" afferma Andrea.

Masuelli junior non si esalta neppure per la norma regionale che prevede la misurazione della temperatura anche ai clienti che siedono ai tavoli. "Se andare a cena diventa una questione così complicata la gente potrebbe preferire rimanere a casa".