Quotidiano Nazionale logo
19 mar 2022

Il fiore, Genet e i bassifondi dell’anima

È un mondo ruvido, quello di Genet. Dove i corpi bazzicano fra le ombre, irrequieti, coi pensieri matti. La passione è feroce, assoluta. Anche se dura il tempo di uno sguardo. E l’esistenza pare avere una densità insostenibile, dove si rincorrono viaggi e prigioni, lotte e amicizie. Figura fra le più complesse del Novecento, ti scivola fra le dita appena credi di averlo acciuffato. E non a caso il Teatro delle Bambole ha deciso di portarne in scena la complessità, lasciandosi ispirare da parole e immaginari. Nasce così “Il fiore del mio Genet“, oggi e domani al Linguaggicreativi di via Villoresi. Bello ritrovare a Milano la compagnia pugliese. Qui con un lavoro scritto e diretto da Andrea Cramarossa, con protagonisti Federico Gobbi e Domenico Piscopo. Sottotitolo: spettacolo itinerante tra i bassifondi dell’anima. Inseguendo due figure ibride e prismatiche, di volta in volta assassini, marinai, ladri, venditori di corpi. Che si interrogano sul concetto di poetico, sempre in bilico fra il fango e la purezza, in un duro confronto con i propri ricordi. Mentre emerge forte (fortissimo) anche l’orizzonte politico dello scrittore francese, lì da qualche parte sempre al fianco degli oppressi.

Da segnarsi in agenda l’appuntamento di domani al termine della replica delle 19.30. Con la presentazione del libro “L’Edera“ firmato dal collettivo Itaca Etica, alla ricerca di una deontologia del teatro. Tessera associativa da richiedere 24 ore prima dello spettacolo. Info: linguaggicreativi.it.

Diego Vincenti

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?