Alberto Baldaccini
Alberto Baldaccini

Milano, 8 ottobre 2020 -  L’irriconoscibile privé della discoteca Hollywood. Là dove c’era uno dei luoghi più esclusivi della nightlife milanese, frequentato da star (e starlette), adesso c’è polvere ovunque, una scala da lavoro e qualche calcinaccio a terra. Colpa di un controsoffitto ceduto a settembre, dopo l’ultima bomba d’acqua. Quasi un simbolo delle difficoltà del momento per Alberto Baldaccini, socio del locale di corso Como e figlio di uno dei fondatori: "Nessuno sa quando e se riapriremo. Fino alla fine dell’anno ce la faremo a resistere. Oltre, non credo" afferma il 47enne. Solo il canone d’affitto annuale per la spazio di oltre 500 metri quadri è di 250mila euro. "Al momento non riusciamo a pagare l’affitto, per fortuna la proprietà è comprensiva".

Lo scenario però è inquietante e per tutti: "Quasi nessuna discoteca a Milano è proprietaria dei muri. Se i creditori decidessero di andare in tribunale non potremmo che soccombere. Che fine farebbero i locali notturni? Il pericolo è che diventino occasione per la criminalità organizzata che li trasformerebbero in “lavatrici” di denaro sporco".

Sono un centinaio tra Milano e provincia le discoteche, secondo la Silb-Fipe, l’associazione di categoria. Il tempio della notte milanese è ormai chiuso da quasi 8 mesi: dal 1985, anno di apertura, non era mai successo, essendo sempre rimasto aperto 6 giorni su 7, estate a parte. Il confronto con il passato fa salire la nostalgia. All’Hollywood è successo di tutto: memorabile il compleanno del cantante Prince nel 1987. "E qui faceva tappa fissa Bruce Willis che si metteva a torso nudo mentre faceva il barman dietro al bancone. Poi c’erano le finte risse, a beneficio dei fotografi, fra Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone. Sono venuti Robert De Niro e George Clooney. E un giovanissimo Leonardo Di Caprio quando aveva la fidanzata in Italia" ricorda Baldaccini. Anche l’ultima notte all’Hollywood - era il 23 febbraio - è stata "pazzesca" ma in senso negativo: festa interrotta due ore dopo mezzanotte, per l’ordinanza che aveva imposto la chiusura dei locali notturni dalle 18. Da allora, per le discoteche al chiuso, un lockdown infinito, non interrotto neppure dall’ordinanza regionale che aveva previsto la riapertura delle sale dal 10 luglio. Il ballo era consentito solo negli spazi all’aperto. Il 16 agosto il Governo ha poi sospeso l’attività in tutta Italia.

«Nessuno si fa illusioni: il nuovo Dpcm (previsto per il 15 ottobre ndr) prolungherà la chiusura dei locali, il bersaglio più facile da colpire ogni volta che c’è un problema. Adesso è colpa nostra se si alza la curva dei contagi. Un po’ lo sarà, ma c’entrano anche i viaggi, le spiagge, le feste dell’Unità" sottolinea il gestore. Baldaccini è preoccupato per il business di famiglia e per i 25 dipendenti in cassa integrazione: "La nostra cassiera è passata da uno stipendio mensile di 2.300 a 790 euro" dice. A spasso i pr - una quarantina - e in sofferenza l’indotto: pubblicità, grafica, tipografia. Che fare? "Nessuno pensa di riaprire la pista da ballo come prima del virus. Però, oltre a termoscanner, gel, dispositivi, l’app Immuni, si potrebbe prevedere l’obbligo di stare seduti ai tavoli, consentendo il ballo solo coi congiunti. Con multe salatissime ai gestori - da 50mila euro - che violano il protocollo. Senza discoteca i ragazzi soddisferanno il naturale istinto di uscire in piazza, ai rave o feste private. Ho visto il flyer di un mio ex pr che organizza party in ville di lusso della Brianza. Negli eventi abusivi è la pacchia: non si dichiara nulla e non si rompono le scatole a chi non indossa la mascherina. Controlli zero".