La polizia sul luogo dell'aggressione (Newpress)
La polizia sul luogo dell'aggressione (Newpress)

Milano, 11 novembre 2019 - Per un soffio la lite fra due vigilanti non è finita in tragedia. Un ragazzo di 24 anni, Manuel S., è stato accoltellato alla schiena da un collega, Massimo Giuseppe B. di 30 anni. Una ferita profonda inferta con mano ferma, le condizioni di manuel S. sono apparse subito gravi. Nella serata di ieri il giovane è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza per evitare il peggio.

I medici del 118, che stazionavano in una piazza Duomo gremita di turisti sono arrivati subito in soccorso avvertiti dai colleghi che al cambio di turno hanno lanciato l’allarme e cercato di fermare l’aggressore. Il bilancio della lite è il 24 enne ricoverato al Fatebenefratelli che non rischia la vita, ma è grave e l’aggressore 30enne portato via in manette dalla polizia. Quest’ultimo si trova attualmente in stato di fermo, il pm che coordina le indagini è Silvia Bonardi. I fatti che saranno ricostruiti nei dettagli sentendo i numerosi testimoni sono avvenuti all’interno di una saletta-spogliatoio al civico 18 di piazza Duomo, accanto alla Chiesa di Santa Maria Annunciata in Camposanto. I due vigilanti sarebbero in servizio nella società che gestisce la sorveglianza della Veneranda Fabbrica del Duomo.

Sono da poco passate le 19 quando i due ragazzi si incontrano all’interno della saletta per cambiarsi la divisa. In quel momento la piazzetta antistante è piena di turisti e di gente che passeggia. Le urla, il coltello, forse un taglierino che Massimo B. teneva nella tasca e poi il colpo secco alle spalle quando il giovane collega si gira. Troppo persone presenti, tanti a fermarlo e a chiamare i soccorsi, un raptus che costerà cara ad entrambi. In serata l’aggressore, ancora sul posto al momento dell’arrivo delle Volanti, è stato sentito dagli investigatori che hanno cercato di ricostruire con esattezza dinamica e movente

L’aggressore sostiene che si sia trattato di uno scherzo finito nel peggiore dei modi, per ora gli investigatori gli credono e lo hanno indagato in stato di libertà. Solo nelle prossime ore sarà possibile capire meglio cosa è accaduto nei minuti che hanno preceduto il cambio di vigilanza. Oggi l’aggressore che aveva ancora in mano il coltello quando è arrivata la polizia, sarà di nuovo sentito dal pm.