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21 apr 2022

Greco non si fa vedere, per lui parla Bruti Liberati

A Palazzo si volta pagina "Ma questo è un compito difficile, si decide e quindi l’errore è sempre possibile"

L’ex procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati
L’ex procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati
L’ex procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati

Per benedire l’insediamento in Procura di Francesco Greco, nel 2016, si scomodò anche Saverio Borrelli all’ultima uscita pubblica ("Francesco è il cucciolo della mia nidiata", disse). Ieri Greco non s’è visto, ma anche a nome suo è intervenuto Edmondo Bruti Liberati, già capo tra il 2010 e il 2015 anno di Expo e della clamorosa polemica contro di lui da parte del suo ex “vice“ Alfredo Robledo. Le "controverse e recenti vicende" - ha detto Bruti a Viola - non possono fare dimenticare la lunga storia" dell’ufficio milanese. "Guidare la procura di Milano - ha aggiunto - è un compito difficile e comporta il fatto che si debbano assumere decisioni delicate, anche con la possibilità di commettere errori".

Prima ci aveva pensato il presidente del tribunale Roberto Bichi a evocare due indimenticati predecessori di Viola come Borrelli e Gerardo D’Ambrosio, dimenticando però Manlio Minale forse troppo riservato e rigido per suscitare grandi simpatie. Il neo procuratore raccoglie eredità pesanti e dovrà gestirle provenendo da una realtà molto diversa, primo capo “esterno“ da quando, all’inizio degli anni ’70, Giuseppe Micale arrivò a Milano dalla procura di Novara.

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