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9 giu 2022

"Gravi sospetti e pratiche fuori da ogni regola"

Cartelle cliniche incomplete e visite senza un assistente "Non poteva lasciare il suo numero personale"

9 giu 2022
L’aggiunto Letizia Mannella
L’aggiunto Letizia Mannella
L’aggiunto Letizia Mannella
L’aggiunto Letizia Mannella
L’aggiunto Letizia Mannella
L’aggiunto Letizia Mannella

"Le visite non avrebbero dovuto prevedere il controllo ginecologico, io non avrei mai sottoposto le pazienti ad ispezioni dei genitali". I colleghi dell’infettivologo Marco D’Annunzio, ascoltati in Procura, hanno confermato le palesi irregolarità nelle procedure seguite dal medico, anche nei primi approcci con le giovani pazienti. "D’Annunzio aveva più volte lasciato il suo numero di telefono personale alle pazienti e lo stesso aveva svolto numerose visite senza l’assistenza di un operatore sanitario – ha spiegato ai pm un dirigente – circostanza che era espressamente vietata dalle linee guida del centro". Dall’indagine interna alla struttura, inoltre, è emerso che "le cartelle cliniche erano spesso incomplete", mancavano "informazioni rilevanti circa gli accertamenti svolti, la tipologia di visita eseguita e la terapia prescritta". D’Annunzio, in qualità di infettivologo, non avrebbe dovuto effettuare controlli interni delle parti intime, "pratica invece rimessa al ginecologo". Anche le domande sulle pratiche sessuali, rivolte alle pazienti, secondo una collega ascoltata in Procura, "non hanno alcuna rilevanza in campo medico".

Andrea Gianni

© Riproduzione riservata

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