Il corpo redazionale de Il Giorno all'inaugurazione della nuova sede in corso Buenos Aires
Il corpo redazionale de Il Giorno all'inaugurazione della nuova sede in corso Buenos Aires

Milano, 5 maggio 2016 - Inaugurazione ufficiale per la nuova sede del "Giorno" di corso Buenos Aires 54, la quinta nella storia del quotidiano: l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola (VIDEO), ha incontrato la redazione, presenti l'editore Andrea Riffeser Monti (VIDEO), il direttore Giancarlo Mazzuca (VIDEO), il condirettore Giuliano Molossi, i vicedirettori Laura Fasano e Sandro Neri. Scola ha visitato i moderni locali dell'ufficio prima del discorso ai dipendenti del giornale, tenuto sul terrazzo che si affaccia sul giardino interno impreziosito dallo storico glicine. Dopo un momento di raccoglimento e dopo la benedizione ha consegnato la medaglia vescovile a direttore ed editore, ricevendo in cambio una targa raffigurante la prima pagina del Giorno, datata 21 aprile 1956.

Al tempo stesso, l'inaugurazione della nuova sede visitata anche dal direttore editoriale Bruno Vespa, è stata il momento per l'annuncio di un cambio al vertice del nostro quotidiano. Il direttore Giancarlo Mazzuca ha comunicato che questo sarà il suo ultimo giorno di direzione: "Lascio il Giorno in buone mani", ha detto visibilmente commosso. Da domani, venerdì 6 maggio, le redini del Giorno passano a Giuliano Molossi. L'attuale condirettore firmerà il giornale in edicola sabato 7.

L'EDITORE - "Certamente questi uffici contribuiranno a creare un'atmosfera più moderna, così come ci dobbiamo ammodernare tutti, i giornalisti in primis che devono capire i cambiamenti che avvengono", ha detto l'ad e vice presidente della Poligrafici Editoriale, Andrea Riffeser Monti. Poi, augurando un lungo proseguimento della collaborazione del cardinale con la nostra testata, ha definito il giornale "un baluardo della libertà di pensiero e di espressione che può fornire un supporto di maggiore di informazione ai cittadini, soprattutto in un momento difficile come quello attuale".

IL DIRETTORE - "Alla presenza del cardinale di Milano inauguriamo la nuova sede del giornale - ha detto il direttore Giancarlo Mazzuca (nella foto a destra fra il cardinale Angelo Scola e l'editore Andrea Riffeser Monti) -, una sede davvero prestigiosa che è lo specchio fedele della riscossa del nostro giornale capace di crescere come numero di copie e di autorevolezza nonostante la crisi che ha investito tutta l'editoria italiana. Oggi siamo diventati il secondo giornale più diffuso in Lombardia, con nove edizioni locali e, in certe zone, siamo i primi".

Il direttore ha quindi ricordato i 60 anni del Giorno celebrati il 21 aprile "ricevendo tante attestazioni di stima e simpatia a cominciare dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal governatore della Lombardia Roberto Maroni e dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia". Molte le iniziative in cantiere a cominciare da una riforma editoriale che dà nuovo peso alle cronache locali, un inserto d'economia, un settimanale di cultura e l'inserto Buongiorno della domenica. "Milano e la Lombardia, hanno trovato, spero, nel nostro giornale un interlocutore attento e rispettoso".

Il direttore ha quindi dato l'annuncio: "Indro Montanelli, il grande direttore, mi ha insegnato che bisogna passare la mano nel momento migliore e quindi ho scelto proprio oggi per chiudere con il giornale che ha attraversato la mia vita. Lascio con dolore, ma con la soddisfazione di avere ottenuto grandi risultati grazie a una squadra di prim'ordine che ha lavorato in modo davvero unico. Lascio il Giorno in buone mani e questa consapevolezza rende meno amara l'uscita. Davvero grazie e buonGiorno a tutti"

Sara Riffeser Monti, Mazzuca, Scola, Maria Luisa Riffeser Monti, Andrea Riffeser MontiIL CARDINALE - Angelo Scola (nella foto a sinistra con Sara Riffeser Monti, Giancarlo Mazzuca, Angelo Scola, Marisa Monti Riffeser, Andrea Riffeser Monti) ha definito "Il Giorno una risorsa per la città di Milano". L'alto prelato è peraltro fra i collaboratori del quotidiano che ospita i suoi interventi a tema religioso pubblicati ogni domenica sulle nostre pagine: "Mi aiutano a rendere più semplice e accessibile la mia orazione", ha spiegato. Nell'incipit del discorso ha poi ricordato di essersi avvicinato alla lettura dei giornali proprio grazie al quotidiano che allora trovava sede in via Settala, a pochi passi dall'attuale: "Avevo 16 anni e andando a scuola nella mia Malgrate, detta 'Venezia del Lario', mi colpiva questo giornale dinamico, creativo, capace di 'giocare' con il colore e le fotografie - ha spiegato Scola -. Non è quindi casuale e strano che collabori di nuovo con Il Giorno. Non ho potuto seguire tutte le vicende della testata, ma apprezzo la capillarità della presenza del Giorno e la capacità di far parlare il popolo, la gente, una voce di cui abbiamo bisogno in una fase di difficile transizione".

Un giornale "intelligentemente popolare", dunque, con le sue varie edizioni della Lombardia, "ben radicato" ma in grado di sviluppare uno "sguardo nazionale e internazionale come 'Qn', e con grandi personalità. Una sede così bella e un gruppo nutrito di giornalisti sono sicuramente una risorsa per una Milano che ha ritrovato il gusto di incontrarsi. Dopo Expo la città è come un campo arato, ora bisogna seminare affinché la metropoli realizzi le potenzialità che ha dimostrato di avere. Milano è un'avventura e Il Giorno può indubbiamente avere un ruolo interessante". Dopo i ringraziamenti, il cardinale ha quindi consegnato l'emblema che reca su un lato l'effigie di Sant'Ambrogio e San Carlo, dall'altro il proprio vescovile.