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8 mag 2022

Diventare papa è un gioco... da tavolo

Si chiama Pontifex ed è ideato da Stefano Sioli, 37enne laureato in Storia: giocatori-cardinali alle prese con punti-santità e punti-peccato

Stefano Sioli, 37enne di Sesto San Giovanni mostra il tabellone con le diocesi e le regole del gioco
Stefano Sioli, 37enne di Sesto San Giovanni mostra il tabellone con le diocesi e le regole

Milano - Ogni giocatore impersona un cardinale e ha un unico obiettivo: diventare papa. Ci sono punti-santità da conquistare e punti-peccato da dispensare agli avversari, per assicurarsi la “fumata bianca“. Si chiama Pontifex ed è il gioco in scatola ideato da Stefano Sioli, 37enne di Sesto San Giovanni, con alle spalle una laurea in Storia all’Università degli Studi di Milano. Ha sempre frequentato il mondo dei giochi da tavolo e di ruolo, sin dal primo passo ne “L’isola di fuoco“. "Quando capisci i meccanismi ti vien voglia di costruirne uno tutto tuo", racconta. E così, cinque anni fa, ha avuto l’illuminazione. "Ma passare dalla bozza a un prototipo funzionante è un bel salto, un conto sono le carte create artigianalmente e un altro un prodotto vero e proprio". Pontifex era rimasto nel cassetto, pronto però ad essere rispolverato in piena pandemia, con più ore a disposizione da trascorrere rigorosamente in casa: "Era il momento giusto per riaprire la lista delle cose da fare e usare il tempo in modo fruttuoso". Ha rimesso mano a tutti i materiali e, una volta perfezionati, ha contattato prima alcuni studi di grafica - "che avanzavano preventivi folli" - poi ha bussato direttamente agli editori. La fumata bianca è arrivata dalla milanese “Tambu“: Sioli si è messo al lavoro con un grafico e un illustratore per curare una ad una le 120 carte, il logo, la scatola, "una grafica cartonata e divertente, anche per sdrammatizzare". Pontifex è stato pubblicato. "È ambientato nel mondo contemporaneo della Chiesa cattolica – spiega l’ideatore, mostrando le regole del gioco –. Ogni giocatore ha una carta cardinale e si muove su un tabellone mondiale diviso non in nazioni ma in diocesi, per persuadere i cardinali che gli interessano a votar per lui al prossimo Conclave". Si tira il dado, ma c’è ...

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