Milano, 3 marzo 2018 - Omaggio a Gillo Dorfles, il critico d'arte scomparso ieri a Milano, dopo 107 anni di vita intensa, immersa nell'arte, nella bellezza, nella cultura. È un lento via vai, alla camera ardente a Cormano, riservata ad amici e parenti,
aperta dalle 8.30 di questa mattina e fino alle 18. Al suo fianco, il nipote Piero Dorfles, giornalista e critico letterario, da anni al timone del programma radiofonico di Radio3 'Per un pugno di librì, che preferisce non rilasciare dichiarazioni.

"Nell'ultimo anno lo vedevo quasi ogni giorno, lo ammiravo molto, avevamo un rapporto di amicizia e stima reciproca" ha raccontato Luigi Sansone, che negli ultimi anni ha curato i suoi libri. "Aveva un senso dell'humor molto forte, faceva sempre
battute inaspettate - ha ricordato - Negli ultimi giorni era consapevole, sapeva che stava per andarsene, mi stringeva la mano forte. Il suo più grande rammarico era di non riuscire più a leggere libri: erano la sua vita - ha raccontato l'amico - Cercava di essere informato, si interessava alle mostre, alle tecnologie, alla politica, cercava in questi giorni la tessera elettorale per andare a votare. Era un uomo moderno". Per Luciano Caramel, storico critico d'arte e professore di estetica alla Cattolica, in lacrime davanti alla sala del commiato, "era come un padre, generoso con tutti. Mi mancherà molto".

"Era un professore severo, ma aperto. Ci ha insegnato che l'estetica è dovunque non solo nei musei e nell'arte, ma anche nel design, nella moda, nell'architettura", ha raccontato Aldo Conetti, suo ex allievo ed ex direttore dello Ied. "A Milano mancherà molto - ha proseguito - era un uomo generoso, anti-accademico, con grande senso civico e molto tollerante", tanto che "ha dato dignità al kitsch, spiegandoci che è un modo per leggere le cose". Cosa non amava del mondo di oggi? "Il cattivo gusto, in qualsiasi ambito". Nel pomeriggio anche l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno, porterà un saluto a Dorfles.