L'inaugurazione del Giardino dei Giusti
L'inaugurazione del Giardino dei Giusti

Milano, 6 ottobre 2019 - La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta e testimone degli orrori dei campi di sterminio nazista, ha tagliato il nastro del nuovo Giardino dei Giusti nel parco del Monte Stella a Milano, inaugurato dopo i lavori di riqualificazione. Il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, nato nel 2003, è il memoriale che ricorda, attraverso cippi di granito e alberi, le persone che si sono opposte ai genocidi e ai crimini contro l'umanità. I giusti "possono essere delle persone semplici, umili, non eroi declamati - ha detto la senatrice Segre nel suo discorso -. Solo coloro che hanno fatto la scelta di uscire dalla massa degli indifferenti. La parola indifferenza ha colpito allora e colpisce anche oggi, perché è molto più facile essere indifferenti e girarsi dall'altra parte, dire 'questo non mi riguarda'. I giusti sono un dono che ha ricevuto l'umanità intera".

L'inaugurazione del Giardino dei Giusti

E Liliana Segre oggi ha voluto ricordare le famiglie che hanno aperto per lei la porta della loro casa per nasconderla alcuni mesi, anche se non sono riusciti a salvarla dal campo di sterminio: la famiglia Pozzi di Paderno Dugnano e la famiglia Civelli sfollata a Castellanza. "Hanno rischiato la fucilazione per nascondermi - ha detto - perché anche se avevo 13 anni per il Reich ero un nemico pubblico". Il presidente di Gariwo, società che gestisce il Giardino insieme al Comune, Gabriele Nissim ha spiegato come "da questo luogo vogliamo trasmettere l'immagine etica di Milano, e vorremmo che fosse una tappa per i turisti che vengono in città". Quest'anno "viste le mobilitazioni di milioni di giovani nel mondo per il clima lanceremo i giusti per l'ambiente e per la difesa del pianeta". Anche il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha mandato un messaggio in occasione dell'inaugurazione, promettendo di "visitare presto" il nuovo giardino: "Tutti dobbiamo gioire per questo spazio ritrovato - ha scritto -, che incoraggerà tutti a costruire un domani di pace e tolleranza". Durante la fase di realizzazione i lavori erano stati contestati da alcuni comitati di cittadini e anche il ministero dei Beni culturali, con l'ex ministro Alberto Bonisoli, era intervenuto per dare uno stop momentaneo alla riqualificazione, poi proseguita. Il Comune aveva anche atto ricorso al Tar contro questa decisone.