La partenza dei primi vaccini per le province lombarde domenica dal Niguarda
La partenza dei primi vaccini per le province lombarde domenica dal Niguarda
di Giulia Bonezzi All’ospedale Niguarda termina oggi la somministrazione delle dosi di vaccino anti Covid arrivate per il V-Day: in tutto 1.620 ma 700 erano ripartite subito verso altri 12 ospedali più il Trivulzio, 99 sono state iniettate domenica a personale sanitario di tutti gli ospedali milanesi e del territorio, e dato che queste prime dosi "simboliche" erano state scongelate sabato a Roma, e il vaccino Pfizer-BioNTech a temperatura da frigo domestico resiste fino a 5 giorni, c’era tempo per iniettarle fino a...

di Giulia Bonezzi

All’ospedale Niguarda termina oggi la somministrazione delle dosi di vaccino anti Covid arrivate per il V-Day: in tutto 1.620 ma 700 erano ripartite subito verso altri 12 ospedali più il Trivulzio, 99 sono state iniettate domenica a personale sanitario di tutti gli ospedali milanesi e del territorio, e dato che queste prime dosi "simboliche" erano state scongelate sabato a Roma, e il vaccino Pfizer-BioNTech a temperatura da frigo domestico resiste fino a 5 giorni, c’era tempo per iniettarle fino a domani. Ma al Niguarda, che ha passato 200 dosi al Sacco, basteranno due giorni per esaurire le 621 vaccinazioni rimanenti, messe a disposizione del personale in ordine di prenotazione; e la lista s’è esaurita nel giro di due ore. Il sistema di prenotazione interno si riaprirà non appena sarà confermata la data d’avvio della campagna vera, con le dosi ultracongelate consegnate direttamente dalla Pfizer, a botte di 470mila per l’Italia a settimana; della prima prima fornitura, bloccata dalla neve in Belgio ma attesa entro la fine dell’anno, a quanto si apprende tra 65 mila e 75 mila dosi dovrebbero toccare alla Lombardia, su 306mila che le sono assegnate per la prima tranche di vaccinazione, riservata a chi lavora negli ospedali, nella sanità pubblica del territorio e alle Rsa ospiti inclusi. Il piano lombardo prevede che gli hub come il Niguarda (in tutto 65) somministrino la prima dose al proprio personale nel giro di tre settimane, dalla seconda settimana inizino a fornire i vaccini ai loro ospedali “satellite“ e dalla terza alle Rsa, per completare, entro metà febbraio, la copertura con due dosi del primo scaglione, cui appartengono 102.418 milanesi: 90.042 lavoratori e 12.376 lungodegenti.

Mentre da Brescia arriva la notizia di una variante italiana della variante inglese di Sars-CoV-2 (l’ipotesi è che sia una progenitrice) in circolazione "almeno da agosto", che tuttavia secondo il professor Arnaldo Caruso del team del Civile che l’ha isolata non ha più probabilità d’inficiare il vaccino che "genera una risposta complessa verso tante aree della proteina Spike", ieri in Lombardia, dove prosegue il rallentamento festivo delle persone che si sottopongono ai tamponi, sono stati scoperti 573 positivi, di cui 135 milanesi e 47 in città. I nuovi ricoveri quotidiani per Covid in Lombardia restano sotto i duecento; ieri nelle terapie intensive sono entrate 13 persone, sei sono state dimesse e tre sono decedute: il totale aumenta di 4, a 512, e diminuisce di dieci, a 3.791, quello dei ricoverati nei reparti. I morti per Covid registrati ieri sono 42, e metà, ventuno, erano milanesi.