Dopo la tregua per Sant’Ambrogio continua la vertenza dei ghisa con Palazzo Marino
Dopo la tregua per Sant’Ambrogio continua la vertenza dei ghisa con Palazzo Marino

Milano, 16 dicembre 2018 - I vigili lo avevano preannunciato: «Dopo il 7 dicembre torneremo in trincea». Promessa mantenuta. Il differimento dello sciopero disposto dalla Prefettura per scongiurare il caos nel giorno di Sant’Ambrogio non ha raffreddato gli animi dei ghisa, che si sono compattati nelle ultime settimane attorno alla battaglia contro l’introduzione della rilevazione elettronica della presenza. Nelle intenzioni del Comune, chiamato a rispettare una norma nazionale già applicata in altre realtà metropolitane, il badge dovrebbe sostituire la cosiddetta «spunta manuale», cioè il metodo attualmente utilizzato tra gli agenti che prevede la chiamata da parte del graduato a inizio turno: «Funziona da 158 anni – precisa Daniele Vincini, segretario del Sulpm –. Abbiamo un tasso di presenza superiore al 94%, altro che assenteisti».

Dal canto suo, l’amministrazione, dal sindaco Giuseppe Sala alla sua vice Anna Scavuzzo, ha sempre precisato che il badge non serve a stanare i furbetti, bensì a migliorare la gestione del Corpo con la contemporanea implementazione di un nuovo sistema informatico. «Sala aveva detto qualche giorno fa – prosegue il vigile motociclista – che si sarebbe seduto al tavolo prima di Natale per ascoltare le nostre ragioni, ma finora non ci è arrivata alcuna convocazione». Così giovedì, in occasione della riunione del Consiglio comunale, il Sulpm e gli altri sindacati di base daranno vita a un presidio davanti a Palazzo Marino: «Consegneremo al sindaco 30 pistole-giocattolo», anticipa Vincini. La ratio del flash mob è facile da immaginare: «Per la Giunta siamo impiegati, quindi non abbiamo bisogno di essere armati – spiega il sindacalista –. Certo, poi mi devono spiegare perché ci schierano alle barriere anti-sfondamento che circondano piazza Duomo: siamo amministrativi, o no?». La base è sulle barricate, il malumore serpeggia sulle chat interne. E pare che nessun agente si sia segnato in straordinario nel periodo compreso tra il 26 e il 31 dicembre, replicando quanto già fatto tra il 4 e il 9 dicembre (quando però era stata ufficialmente proclamata l’astensione dal lavoro fuori turno).

Inutile dire che l’eventuale forfait in massa tra Santo Stefano e Capodanno creerebbe enormi problemi di copertura dei servizi al Comando di piazza Beccaria.