Il piccolo Cina di otto mesi è selvatico e diffidente (Foto Facebook)
Il piccolo Cina di otto mesi è selvatico e diffidente (Foto Facebook)

Milano, 6 maggio 2019 - Stremato, emaciato, ma vivo. Cina è un dolcissimo gattino bianco e rosso di otto mesi arrivato in un container dall’Estremo Oriente. A chiamarlo così per sottolineare l’impresa e la straordinaria storia di sopravvivenza di cui è protagonista, sono stati i veterinari dell’Ats Milano che se ne stanno prendendo cura. A trovarlo, un funzionario della dogana di Pioltello all’interno di un cargo durante i controlli di rito.

Il micio era chiuso in uno dei grossi armadi di metallo che proteggono le merci e che viaggiano per almeno un mese da un continente all’altro. Come ci sia finito è un mistero. La proverbiale curiosità dei felini sembra la spiegazione più plausibile. «È provato, ma sta bene», confermano gli esperti che l’hanno consegnato al gattile di Vignate, in attesa di riscrivere il suo destino. È in quarantena, una prassi, visto che il tenero clandestino è privo di documentazione sanitaria. All’Azienda hanno ricostruito la sua incredibile avventura. La bestiola è riuscita a nutrirsi con qualcosa che c’era nei cartoni che aveva intorno, «altrimenti non ce l’avrebbe fatta». È l’unica spiegazione possibile, oltre a quella di una tempra eccezionale.

La spedizione dalla Cina dura almeno 35 giorni, più quelli necessari per sbrigare le pratiche di frontiera, in tutto si arriva a 45, durante i quali il gatto è rimasto sigillato nel cassone. «Quando è stato recuperato a Pioltello era allo stremo, riusciva a stento a trascinarsi. Per i primi giorni l’abbiamo alimentato con le flebo, ma ora si sta lentamente riprendendo, ha appena cominciato a mangiare da solo», raccontano i veterinari. Per ora è difficile valutarne lo stato di salute. Non si tratta di un micio domestico, ma selvatico, quindi per visitarlo a fondo è necessario addormentarlo.

E visto che è pelle e ossa bisognerà aspettare che si rimetta un po’ in forze. Un’anestesia adesso potrebbe complicarne il quadro clinico. Di sicuro il piccolo dovrà rimanere in isolamento, lontano dai suoi simili, per almeno 45 giorni. Questo perché non ha le certificazioni sanitarie necessarie per gli animali provenienti dall’estero. Quando starà meglio, verrà sottoposto alla vaccinazione antirabbica e solo dopo aver valutato le reazioni del suo organismo, si penserà a cercargli una famiglia. E c’è già chi scommette che si farà a gara per adottarlo.