Cracco e Lapo Elkan
Cracco e Lapo Elkan

Milano, 3 aprile 2019 - «Si avvisa la spettabile clientela che Garage Italia riaprirà il giorno 9 aprile. Ci scusiamo per il disagio». Porte chiuse, e un volantino appeso sulla vetrata, nel ristorante glamour aperto dallo chef Carlo Cracco e da Lapo Elkann nel novembre 2017, scommettendo sul connubio cibo, motori e fashion in piazzale Accursio, nell’ex stazione Agip Supercortemaggiore voluta negli anni Cinquanta da un visionario Enrico Mattei, restaurata da Michele De Lucchi. Un bistrot che, dall’apertura, ha fatto registrare un boom di clienti anche grazie ai prezzi non proibitivi, con agende piene, serate sold out e attese anche di due settimane per prenotare un tavolo nel weekend. L’officina a fianco, dove vengono customizzate auto, moto e anche imbarcazioni - la parte dell’attività direttamente nelle mani di Lapo Elkann - è invece aperta regolarmente, anche come sede di eventi. E i tecnici sono al lavoro, ultima frontiera del business, per riconvertire motori di auto d’epoca, trasformandole in vetture elettriche in grado di circolare anche nelle ztl delle città.

Come mai è chiuso fino al 9 aprile il ristorante gestito dalla star degli chef italiani? Una domanda che si pongono fornitori e clienti, in una zona di Milano in fase di rilancio anche grazie alla riqualificazione del Portello. Circolano voci di un dissidio tra Lapo Elkann e Cracco, che rischierebbe di interrompere la luna di miele tra i due imprenditori inaugurata con l’avventura Garage Italia.

Intanto i dipendenti del bistrot in piazzale Accursio stanno smaltendo le ferie arretrate, in attesa di chiarezza sugli scenari futuri. La riapertura dovrebbe avvenire in concomitanza con il Salone internazionale del mobile, il 9 aprile, quando la città si riempirà di turisti. In caso contrario suonerebbe un campanello d’allarme sul futuro del progetto. Cracco, nel frattempo, nei giorni scorsi ha annunciato l’apertura di un nuovo bistrot del suo impero gastronomico, nei locali di via Hugo, dopo il ristorante in Galleria Vittorio Emanuele, Carlo e Camilla in Segheria e, appunto, Garage Italia, frutto dell’intesa con Lapo. I 1.700 metri quadrati si distribuiscono verticalmente su due piani fuori terra e un piano interrato dedicato ai servizi e ai locali per lo staff. L’insegna si staglia alta nel cielo, simbolo del successo di un progetto che ha consentito di riportare in vita un tesoro abbandonato, l’avveniristica stazione di servizio simbolo dell’epoca della Milano industriale, a poca distanza dallo stabilimento Alfa Romeo del Portello, area che ora ospita appartamenti e negozi. Una scommessa vinta, quella di creare un luogo che unisse buon cibo, passione per i motori, design e spazi per eventi. Almeno finora.