Luca Cadè
Luca Cadè

Milano, 27 settembre 2020 - «Sarà guerra . E non sarò solo". Luca Cadè, gestore dell’omonimo negozio di cravatte in Galleria Vittorio Emanuele, usa una metafora bellicosa per spiegare la sua posizione sui valori al metro quadrato con cui il Comune intende rinnovare l’affitto a nove attività commerciali storiche del “Salotto’’, compresa la sua. Fuor di metafora, spiega Cadè, "se la Giunta va avanti su questa strada, io farò ricorso al Tar. E anche tutti gli altri".

Cadè, per un’attività come la sua, l’amministrazione ha fissato il prezzo di 2.899 euro al metro quadrato per il rinnovo del contratto, mentre per bar, ristoranti e tabaccherie il prezzo è di 1.850 euro al mq. Che ne pensa?
"Intanto questa distinzione di prezzi non mi convince per niente. C’è un’Agenzia del territorio che dice che il prezzo a mq in Galleria è di 1.850 euro. Valori maggiori sono emersi durante le aste fatte negli ultimi due anni, nel 2018 e nel 2019, quando ancora non era scoppiata l’emergenza coronavirus e la conseguente crisi economica. Invece il Comune sta basando il prezzo dei rinnovi su quelle aste, in un momento in cui gli incassi delle attività in Galleria, e non solo, sono nettamente inferiori al periodo pre-Covid".

Qual è il suo bilancio di questi mesi?
"Quello che ora incasso in una settimana, era quanto incassavo in un giorno nel periodo pre-emergenza sanitaria. Negli ultimi mesi, nel confronto con l’anno scorso, ho incassato l’80-90% in meno".

Quindi?
"Il Comune dovrebbe congelare i rinnovi degli affitti in Galleria per un anno o due. Ma ha deciso altrimenti. All’inizio aveva “sparato’’ cifre ancor più alte per il rinnovo del contratto. E alla fine l’amministrazione è arrivata a proporci la cifra di 2.899,81 euro al mq. Giusto per non dire 2.900. Ma dove siamo, al supermercato? Ripeto: il prezzo fissato dall’Agenzia del territorio è 1.850 euro al mq e a quella cifra dovrebbero proporci il rinnovo automatico del contratto".

Cosa farete adesso?
"La guerra".

In che senso?
"Ricorso al Tar. È l’unico modo per cercare di tutelare i nostri legittimi interessi".

Impossibile arrivare a una mediazione?
"Abbiamo chiesto un incontro al Comune proprio perché nessuno di noi commercianti della Galleria vorrebbe arrivare a ricorrere al Tar e agli avvocati. Ma non ci hanno mai risposto e non hanno fissato nessun incontro. Non solo. Qualche mese fa, quando ci è stato detto che alle nove attività storiche con contratto in scadenza nel 2020 il Comune avrebbe rinnovato il contratto, non è stato specificato a quale prezzo al mq. Le cifre sono emerse solo adesso".

Ma qual è l’obiettivo di Palazzo Marino?
"Ci offrono il rinnovo senza bando, perché sono obbligati, ma a condizioni inaccettabili, vista l’attuale situazione economica della città".

Il Comune, però, quando è partito il lockdown ha sospeso a tutti i commercianti della Galleria il pagamento degli affitti e vi consentirà di dilazionare i versamenti in 36 mesi.
"Alla fine, però, gli affitti da pagare saranno doppi. Gli arretrati più gli affitti rincarati. Così non si risolve il problema".