L'arrivo del feretro di Giuseppe Cicciù
L'arrivo del feretro di Giuseppe Cicciù

Cologno Monzese (Milano), 11 febbraio 2020 - Chiesa di Cologno Monzese gremita di colleghi, molti dei quali in divisa, e dirigenti delle Ferrovie dello Stato, oltre ai vertici del gruppo, per l'ultimo saluto a Giuseppe Cicciù, il macchinista morto a causa del deragliamento di un treno Frecciarossa nel Lodigiano giovedì scorso. Cicciú era l'uomo del sorriso, della mano tesa, della forza d'animo, dell'orgoglio dell'essere ferroviere. Questo il ritratto commosso, fatto di lui da colleghi e amici. "Il macchinista non muore, cambia stazione. Il macchinista trema, ma prosegue la strada", le parole tratte da una poesia scritta da un collega per Giuseppe. "Portava le brioche al mattino, aveva sempre parole di conforto e stimolo per i più giovani - ha raccontato un altro collega ferroviere - con te e Mario se ne è andata una parte di noi, ci mancherai maestro, buon viaggio". Tra gli altri, presenti alla cerimonia Gianluigi Castelli presidente del gruppo Fs italiane, l'amministratore delegato Gianfranco Battisti, l'a.d. di Rfi, Maurizio Gentile, e Orazio Iacono, a.d. di Trenitalia. La bara, sulla quale è stata posata la maglia amaranto della Reggina assieme a fiori rossi e bianchi, è entrata tra gli applausi nella chiesa di San Giuseppe. Alla cerimonia anche il ministro dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Il funerale dell'altra vittima della tragedia, Mario Dicuonzo, si svolgerà domani alle 15 a Pioltello

L'ultimo saluto

Cicciù "aveva il sogno di diventare ferroviere come suo padre", scomparso prematuramente, "'uomo del sorriso che dalle difficoltà ha saputo trarre la capacità di tessere legami puri", ha detto il parroco del quartiere di Reggio Calabria dove il macchinista è cresciuto, arrivato a Cologno Monzese per pronunciare l'omelia del suo funerale. "L'Italia che vogliamo - ha concluso il sacerdote - è quella dove ferrovie e strade sono sicure, dove facciamo a gara per l'alta velocità, non quella reale, ma quella di chi corre in avanti portando nel cuore la speranza". Nel corso delle esequie è stato letto un messaggio dell'arcivescovo di Milano Mario Delpini che ha sottolineato che la moglie e il figlio di Cicciù "sono troppo giovani per essere lasciati soli in questo momento". "La comunità Minuto di silenzio in consiglio regionalecristiana di stringe intorno al loro, perché non si sentano abbandonati" e perché possano trovare nella fede la risposta "per vincere lo strazio di questa morte così ingiusta, così tragica, così imprevista". Anche il viceministro dell'Interno Matteo Mauri ha mandato un messaggio di "cordoglio" e "vicinanza alle loro famiglie, ai loro cari colpiti da questa tragedia. Così come alle comunità di Cologno Monzese e di Pioltello a cui sono personalmente legato", ovvero le due cittadine del Milanese dove le due vittime vivevano. "Confidiamo nelle autorità che stanno indagando in modo che le cause e le responsabilità - ha aggiunto - siano accertate con il massimo rigore e in tempi rapidi".

Un minuto di silenzio al Consiglio regionale

Questa mattina un momento di raccoglimento è stato rispettato all'apertura di seduta il Consiglio regionale della Lombardia con un minuto di silenzio in memoria dei due ferrovieri  ''Due macchinisti esperti ed entrambi impegnati nel sindacato - ha ricordato il Presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi -. Dicuonzo, originario di Capua e residente e Pioltello, era definito un pioniere dell'Alta velocità e aveva insegnato il mestiere a molti giovani. Cicciù, nato a Reggio Calabria viveva a Cologno Monzese, dove era molto attivo nel sociale''.