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«Niente fumo all’aperto? Una sciocchezza. Ho smesso per 6 anni di fumare e non credo che l’inquinamento si sia abbassato per questo. Comunque ho ricominciato". Sigaretta accesa ieri, non solo tra le labbra di questo signore, che era “in regola”, in zona Darsena, ma anche in mano ad altri milanesi alle fermate del tram, e dunque in divieto. "Non lo sapevo", hanno ammesso in tanti, spegnendo le cicche. Oppure hanno allargato le braccia. "E noi tabagisti dove possiamo fumare?", la domanda più gettonata.

La risposta è che al momento in piazze e strade è ancora possibile farlo. Ma in Consiglio comunale, a novembre, è passato un documento che prevede il divieto di fumo in tutte le aree pubbliche dal 2025. Obiettivo: avere una Milano "smoking free". Intanto, da ieri, è scattata la stretta: niente tabacco in un parco pubblico, in un cimitero, alle fermate di tram autobus e taxi e neppure sugli spalti di centri sportivi e stadi. Già il divieto interessava alcuni spazi pubblici come le aree gioco. Le nuove norme sono contenute nel piano Aria che il Comune ha approvato lo scorso 19 novembre. Il divieto però non è totale: sono previste deroghe nel caso in cui si stia a una distanza di almeno 10 metri dagli altri. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 40 euro.

Al momento, però, i blocchetti delle multe non saranno utilizzati: si punta a far rispettare le regole gradualmente, quindi sulla "moral suasion", fino a rendere naturale non fumare in determinati luoghi. I milanesi saranno informati sulle nuove regole con cartelli posizionati nei parchi, alle fermate e nei cimiteri. Alcuni sono già stati installati e altri lo saranno nei prossimi giorni. L’impressione è che al momento pochi siano al corrente delle nuove misure, e alcuni dei cittadini intervistati dichiarano di non condividerle. "Si punta il dito sul fumo, quando non è certo questa la causa principale di inquinamento: pensiamo ai mezzi motorizzati, alle caldaie e non solo. Solo una questione politica", sottolinea Mauro Lazzarin, fumatore. Secondo i dati di Arpa, il fumo causa il 7% di Pm10, le polveri sottili che avvelenano l’aria. Amedeo, con la sigaretta accesa a pochi passi da una fermata di tram, dice invece di essere d’accordo con il provvedimento (e la spegne): "Aiuterà a fumare meno. E magari a smettere". Le misure sono anche "educative", per incentivare al rispetto degli altri e dell’ambiente. "Una decisione drastica per far sì che tutti siano civili. Ora i mozziconi lasciati in giro sono troppi", sottolinea Giulia Ronchi, fumatrice. Un problema segnalato da un altro cittadino: "Milano potrebbe essere la prima città a riciclare i mozziconi che sono il rifiuto più diffuso nel mondo, sia sulla terra che nei mari".