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26 gen 2022

Frena l’homeschooling in regione Ma l’effetto Covid si vede ancora

Sono 1.757 le richieste di istruzione parentale contro le 2.409 dello scorso anno; restano 105 a Milano. Il pedagogista: "Moda anti-istituzionale, neppure un premio Nobel può fare il prof del figlio e urge socialità"

simona ballatore
Cronaca
La scuola parentale è triplicata durante la pandemia in Lombardia Ma il fenomeno comincia a rallentare
La scuola parentale è triplicata durante la pandemia in Lombardia Ma il fenomeno comincia a rallentare
La scuola parentale è triplicata durante la pandemia in Lombardia Ma il fenomeno comincia a rallentare

di Simona Ballatore A Milano il dato da due anni è stabile e, in questo, si legge tutto l’effetto Covid: 105 le domande di istruzione parentale. Scuola addio, alle lezioni ci pensano mamma e papà o chi per loro. L’anno prima erano solo nove le richieste arrivate a Palazzo Marino, che ha il compito di vigilare insieme alle scuole l’assolvimento dell’obbligo - e diritto - scolastico. Dopo il boom dell’anno scorso frenano invece le domande di homeschooling a livello regionale: ne erano arrivate 2.409 - spinte anche dall’incubo delle quarantene - nell’anno scolastico 2020-2021 (l’anno prima erano “solo“ 775). Sono scese ora a 1.757. Ci si è accorti della mancanza della scuola? "Sicuramente dopo i lockdown è emersa la voglia di recuperarla anche nei suoi aspetti più sociali, come lo stare con gli amici – risponde il pedagogista dell’università di Milano-Bicocca Raffaele Mantegazza –. Certo è che la scuola adesso è chiamata alla prova decisiva: deve cambiare, ridare entusiasmo a questi ragazzi. Se non lo fa rischia grosso. Rischia l’implosione di fronte a queste alternative che saranno anche legali, ma sono forme di privatizzazione dell’insegnamento e de-socializzazione che non mi trovano d’accordo. Si perde tutta la parte dell’incontro con persone diverse per idee, ambiente e classe sociale, che viene bypassato". La pandemia ha influito sì in quei numeri, secondo il pedagogista. "La scuola è posta di fronte a una situazione così complessa e a variabili che cambiano di giorno in giorno che non aiutano – continua –, si avverte la fatica e la paura dei genitori che vorrebbero regole chiare una volta per tutte". E si legge fra i dati anche il rifiuto delle istituzioni e di obblighi annessi: lo si era visto anche dopo il decreto Lorenzin. Non c’è obbligo di vaccino anti-Covid per i ragazzi, ma non è mistero ...

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