Cronaca

L'hanno chiamato il "D-Day», ma non è finito ieri il primo anno scolastico della legge Lorenzin. Potrebbe essere l’ultimo, a sentire Lega e M5s che hanno fatto il pieno di voti alle elezioni, ma intanto il nuovo obbligo (nove vaccini per gli under 16, dieci con l’antivaricella solo dalla classe 2017 in poi) legato alla scuola, con multe da 100 a 500 euro più l’esclusione dagli asili, sembra aver centrato il bersaglio grosso: le coperture per l’esavalente, spiega l’Istituto superiore di sanità, sono tornate sopra il 95%, la soglia dell’immunità di gregge, e quelle per il morbillo (quasi 5mila casi l’anno scorso in Italia, 4 morti) ci si sono avvicinate, con una crescita del 6%. E anche se il Codacons, in prima linea nella difesa dei consumatori contrari all’obbligo di vaccinarsi, minaccia esposti a 104 procure e diffide, il Garante della privacy ha dato il via libera alla trasmissione di dati tra le scuole e le Asl, perciò ora scatta la fase due: tocca alle autorità sanitarie avviare le procedure di «recupero» e le verifiche sugli «inadempienti». Ma anche le verifiche per il prossimo anno, quando non ci dovrebbero essere più bimbi «allontanati» perché senza vaccini non ci si potrà proprio iscrivere all’asilo. E anche in Lombardia - che possiede un’anagrafe vaccinale ma per quest’anno non ha potuto applicare la «procedura semplificata» causa indicazioni tardive dei Ministeri - i genitori dovrebbero essere alleggeriti da un po’ di burocrazia (di SI.BA. e GI. BO)

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