Milano, 27 luglio 2020 - "Sono qui per affermare verità e voltare pagina. Ho chiesto io a mio cognato di riunciare al pagamento per evitare strumentalizzazioni e devo dire che sono stato un buon profeta". E poi ancora, in riferimento al bonifico da 250mila euro (poi bloccato) a favore del cognato: "Ho deciso poi spontaneamente di alleviare il mancato guadagno per un'azienda a cui, la mia affinità a livello familiare, aveva procurato un danno". Così Attilio Fontana questa mattina in consiglio regionale. Il governatore, indagato nell'ambito dell'inchiesta per la fornitura di camici a Regione Lombardia da parte della Dama (azienda di proprietà del cognato), in questo modo si è difeso dalle accuse circa un suo ruolo nella trasformazione della fornitura da onerosa a gratuita. E' stato un lungo discorso quello di Fontana, al cui termine i consiglieri della Lega hanno fatto sventolare in aula bandiere di Regione Lombardia (poi fatte rimuovere dal presidente del consiglio regionale Fermi) tra gli applausi. "Rimane il fatto - ha sottolineato Fontana - che Regione Lombardia non ha speso 1 euro per quei camici".

Prima di entrare nel merito della vicenda, Fontana ha fatto una lunga introduzione ringraziando tutto il sistema sanitario lombardo, le strutture di Regione Lombardia e sottolineando lo "straordinario sforzo" effettuato da tutti i lombardi per sostenere le strutture sanitarie. Il Governatore si è poi soffermato sul ruolo di Aria, la centrale acquisti della Regione che ha "operato in una situazione di mercato straordinaria sobbarcandosi un lavoro incredibile".

Proprio il passaggio su Aria ha introdotto il capitolo che più lo riguarda da vicino. "Molte aziende si sono rese disponibili per fornire vari dispositivi di protezione individuale - ha detto Fontana - tra queste anche Dama, che insieme ad altre cinque aziende si erano dette pronte a rinconvertire la propria produzione. Tutte e cinque hanno visto acquistata la proria merce secondo le procedure di negoziazione straordinarie autorizzate dal Governo, compresa Dama ma non ne ho saputo niente fino al 12 maggio. A quel punto ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per eviatre strumentalizzazioni. Quando ho detto che non sapevo niente della procedura di negoziazione intendevo proprio che niente ne ho saputo fino al 12 maggio". "Ritengo - ha detto ancora il Governatore - che si sia trattato comunque di una negoziazione regolare".

Fontana ha poi rivendicato i risultati raggiunti dalla Regione nell'ambito dell'emergenza e le misure adottate per fronteggiare la crisi economia e un eventuale ritorno della pandemia sui livelli della scorsa primavera, non senza una particolare sottolineatura: "Non ammetto - ha detto Fontana - la messa in discussione della mia integrità e della mia famiglia".

Le opposizioni

Mentre Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia  e gli altri gruppi che sostengono la giunta hanno ribadito il proprio sostegno a Fontana, le opposizioni hanno mosso al Governatore contestazioni nel merito e nel metodo. Movimento 5 stelle - con il capoguppo De Rosa - e +Europa - con il capogruppo Uselli - hanno chiesto le dimissioni di Fontana ma "non a causa delle inchieste giudiziarie ma per motivi di incapacità politica, che si è manifestata nella scelte fatte per la gestione della pandemia". Michele Uselli, esponente di +Europa e medico neonatologo, ha accusato Fontana di "scarsa autocritica e di non aver chiarito la consecutio temporum del suo bonifico a favore del cognato". Lo stesso aspetto è stato sottolineato da Massimo De Rosa del Movimento 5 stelle: "Lei non ha risposto nel merito alle contestazioni che le vengono mosse - ha detto De Rosa - lei sta continuando a scappare dalla sue responsabilità. Lei ha dichiarato che non ne sapeva niente a giugno, quando il 19 maggio aveva già fatto il bonifico".

Fabio Pizzul del Partito democratico ha parlato del discorso di Fontana "come di un discorso di addio". "Vi siete asserragliati nel palazzo - ha detto Pizzul - e avete sbagliato, perchè siamo rimasti soli e siete rimasti soli a giustificarvi. Vi avevamo chiesto se si sentiva ancora in grado di guardare in faccia i lombardi e lei non ci ha risposto. Traiamo le conseguenze che ha mentito ai lombardi - ha detto ancora Pizzul - quando diceva di non sapere niente della fornitura dei camici. La sua giustificazione assomiglia molto ad una giustificazione postuma".

Secondo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è "doveroso" il chiarimento che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, farà oggi nell'aula del consiglio regionale della Lombardia. Il rpimo cittadino ha preferito non pronunciarsi sulla richiesta di dimissioni lanciata dal M5S e dal Pd: "Innazitutto vorrei sentire cosa dice. Sentiamo un po' cosa dice prima di dare valutazioni".