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22 mar 2022

Folla, sindaci e bandiere alla fiaccolata per la pace

Castano Primo: in centinaia domenica in centro città alla marcia promossa da Amministrazione e comunità pastorale con Anpi, studenti e associazioni

giovanni chiodini
Cronaca
Tanta gente, con bandiere e fiaccole ha preso parte alla marcia per la pace
Tanta gente, con bandiere e fiaccole ha preso parte alla marcia per la pace
Tanta gente, con bandiere e fiaccole ha preso parte alla marcia per la pace

di Giovanni Chiodini

Bandiere della pace assieme ad una grande bandiera dell’Ucraina. Tante fiaccole. Ma soprattutto tanta gente. I sindaci di Castano Primo, Arconate, Cuggiono, Bernate, Robecchetto e Nosate. Diversi sacerdoti. Associazioni e gruppi giovanili. Il centro della città è stato paralizzato, domenica sera, dalla fiaccolata per la pace promossa dall’amministrazione comunale e dalla comunità pastorale, con la partecipazione dell’istituto Torno, dell’Anpi e dell’associazione Aurea. Le persone si sono radunate in piazza Dante e poi, a passo lento, senza slogan ma con qualche preghiera recitata sottovoce, si sono incamminate verso la chiesa di san Zenone, luogo simbolo per i cristiani castanesi. E’ stato il sindaco Giuseppe Pignatiello a parlare prima che la manifestazione si concludesse. "In questo momento le parole, poche o tante, sembrano inutili a descrivere adeguatamente, a spiegare, a farci capire fino in fondo quanto sia drammatico ed assurdo quello che stiamo vivendo" Pignatiello ha vissuto con particolare apprensione i primi momenti del conflitto. Era in ansia per le sorti di Yeva, una ragazzina ucraina che aveva ospitato a casa sua durante le vacanze natalizie. E grazie alla solidarietà di altre persone è riuscito a recuperare e a portarsela a casa, assieme alla mamma e alla nonna, lontana dal fragore delle bombe e dei segni di dolore. "In quelle ore - ha ricordato - donne, bambini, mamme e nonne scappavano portandosi quel che potevano. Lo facevano con la morte nel cuore dopo aver lasciato i mariti, gli amici, i nonni al fronte a combattere".

Ricorda che le comunicazioni funzionavano a singhiozzo. Le paure vissute perché dall’altra parte non rispondeva nessuno. "Il dolore non può essere spiegato. Serve solo sentirlo, Sentirlo attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto e lo sta vivendo, sentirlo sulla propria pelle provando ad essere parte davvero, aprendo la propria mente, provando ad andare oltre al proprio orizzonte, al proprio interesse, a quelle miserie umane che in alcuni casi rischiano di diventare virtù da difendere mentre invece servirebbe guardare all’altro come a se stessi, provare a stare di fianco senza sapere, solo con la consapevolezza che quegli occhi lucidi insieme torneranno a sorridere prima". E domenica molte persone si sono unite, che hanno fatto squadra. "Gente - ha sottolineato Pignatiello - che hanno pensato che fosse importante esserci, come hanno fatto alcuni sindaci invitati in tutta fretta, senza insistenza". "Grazie a tutti voi - ha aggiunto - perché oggi qui, insieme, stiamo dicendo alle persone che accogliamo che la loro tragedia è anche la nostra".

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