I contatti stretti dei positivi sono stati invitati a fare un tampone (foto di repertorio)
I contatti stretti dei positivi sono stati invitati a fare un tampone (foto di repertorio)

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Milano - Si aggiungono altri due contagiati al focolaio di coronavirus scoperto dall’Ats Metropolitana alla Virgin Active Milano Città Studi. E uno dei positivi - sinora 12 tra clienti e personale - è ricoverato per Covid. Si aggrava, insomma, il bilancio di questo focolaio che si sarebbe sviluppato nella prima settimana di riapertura del grosso centro sportivo in fondo a via Amadeo, tornato in attività appena era scattato il semaforo verde per le palestre, il 24 maggio; e forse era prevedibile dato che in uno dei tamponi dei contagiati è stata individuata la variante indiana, o "Delta", quella che secondo le autorità sanitarie britanniche è più contagiosa del 60% rispetto all’inglese e nel Regno Unito, dov’è ormai dominante, ha causato un’impennata di casi che ha indotto il Governo a rinviare di un mese la caduta di tutte le misure di contenimento. 

Per tutti i contagiati, inclusi gli ultimi due, l’Ats ha disposto il sequenziamento dei tamponi ed è "in attesa dei risultati di laboratorio", ha fatto sapere l’Agenzia in una nota, spiegando che uno dei positivi è ricoverato mentre gli altri sono seguiti in isolamento domiciliare. Intanto iniziano ad arrivare gli esiti dei tamponi, antigenici o molecolari, ai quali i tracciatori hanno invitato a sottoporsi 140 frequentatori della palestra di Città Studi che possono aver avuto "contatti stretti" con uno dei positivi tra il 24 e il 31 maggio. Nel club, hanno assicurato dalla Virgin Active Italia, vengono rispettate "tutte le misure igienico-sanitarie previste dal Governo".

E proprio per questo, secondo Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Ema, il caso della palestra di Città Studi "deve diventare un prototipo di studio per capire come sia avvenuto il contagio, perché sembrava una palestra organizzata in maniera seria, il che preoccupa ancora di più". Preoccupa, aggiunge il virologo della Statale Fabrizio Pregliasco, anche il fatto che il cliente della palestra positivo alla variante Delta fosse una persona già vaccinata con due dosi di antiCovid. Non è la prima volta che succede e succede, spiega il virologo Francesco Menichetti, perché la Delta "è una variante con doppia mutazione". In base all’ultimo rapporto dell’Iss sulle varianti, in Italia la circolazione della Delta è "sotto l’1%", ma secondo Pregliasco, Menichetti e altri esperti potrebbe essere sottostimata. "Non abbiamo una fotografia precisa - spiega il virologo Francesco Broccolo della Bicocca -, contrariamente alla Gran Bretagna che ha un programma nazionale per il sequenziamento".