Milano, 9 giugno 2018 - Vestitino bianco, scollato, perfetto per affrontare le calde giornate di giugno a spasso tra i monumenti. Estiva pure la mise scelta dall’amica: maxi camicia a quadri, leggins chiari. Completano l’outfit scarpe da ginnastica, cappellini di paglia, borse a tracolla e mappe di Milano alla mano. Insospettabili. Sembrano turiste. Eppure turiste non sono: sono borseggiatrici fuoriclasse.

Così si mimetizzano nel centro città tra i gruppi di stranieri in giro per Milano, a caccia di prede. Lupi travestiti da agnelli, in mezzo agli agnelli. Ecco l’ultimo trucco delle manolesta per colpire senza dare nell’occhio. Abbiamo seguito un trio che per una mattina intera ha fatto la spola tra via Manzoni e la Galleria passando per piazza Scala: avanti e indietro per individuare il malcapitato di turno e derubarlo con scaltrezza. La prima preda viene agganciata in via Manzoni: è una turista orientale. In due la seguono, una terza complice resta qualche passo più in là a fare da palo. Anche lei vestita “da tuirsta”, con jeans scuri, camicia a righe e un grosso zaino sulle spalle. A colpire è la ragazza con la camicia a quadrettoni. Davanti agli occhi tiene la cartina, la guarda ma è tutta una commedia: con la mano destra regge il pezzo di carta, che strategicamente copre la mano sinistra. Ed è questa che lentamente avvicina allo zainetto della donna che le cammina davanti. È a pochi centimetri di distanza. Allunga la mano, tira la zip stando attenta a non toccare il cappellino appeso allo zainetto, poi fruga dentro e tira fuori qualcosa. Forse un portafoglio, forse uno smartphone. Tutto in meno di un secondo. Poi sparisce col bottino, insieme alle due complici. La donna derubata non si accorge di nulla. Un colpo messo a segno. Non sempre le ladre riescono a cantare vittoria, però: contiamo diversi tentativi andati a vuoto, in cui il turista preso di mira si volta di scatto percependo una presenza alle sue spalle e allarmandosi. Ma che problema c’è? Le borseggiatrici continuano a recitare come se nulla fosse: il braccio allungato in avanti si tende verso l’alto, poi la mano si agita come per salutare qualcuno. Allora la vittima – per fortuna non derubata – abbassa la guardia e non lancia nessun allarme.

Altri colpi sono stati messi a segno sotto la Galleria, in una delle strade laterali. Prese di mira soprattutto donne. Ma è difficile individuare le mosse perché le borseggiatrici si intrufolano nei gruppi più numerosi, approfittando della calca, sempre mimetizzandosi tra i turisti. Davanti c’è sempre la giovane con la camicia a quadretti, seguita a ruota dalla complice con l’abitino bianco. Poco più in là, la terza “collega” a far sempre da palo, pronta ad avvisare in caso dovesse avvistare forze dell’ordine in perlustrazione. In quel caso, immaginiamo, scatterebbe la farsa del saluto, ripetendo il copione di prima. Chi sono le borseggiatrici? Forse ragazze dell’Europa dell’est. Sanno mimetizzarsi e colpire al momento giusto. Abbiamo notato il trio “riposarsi” in piazza Scala insieme a un gruppo di altre quattro colleghe. Diverse, le tattiche: le prime seguono i turisti, adocchiano un gruppo e lo seguono. Le seconde scelgono un’area, ad esempio gravitano attorno a un monumento, e lì aspettano potenziali prede. Ma i turisti non sono solo vittime di borseggi. Giovedì sera, una coppia di coreani si è imbattuta in due rapinatori in via Delle Erbe, vicino Foro Buonaparte: l’uomo, di 58 anni, si è visto strappar via dal polso il suo prezioso Jaeger-LeCoutre. Sua moglie però si è lanciata all’inseguimento dei malviventi con alcuni passanti ed è riuscita a bloccarne uno. Purtroppo, quello senza bottino. È un 28enne algerino, irregolare e con precedenti. È stato arrestato dai carabinieri. E non si era travestito da turista.