Una prostituta al lavoro in pieno giorno. I trans si appartano con gli automobilisti in un’area dimessa
Una prostituta al lavoro in pieno giorno. I trans si appartano con gli automobilisti in un’area dimessa

Milano, 25 novembre 2017 - Una donna di 62 anni aggredita mentre tornava a casa, in via Rasario. Trascinata verso un campo da due uomini che le hanno coperto il volto con un telo di plastica, costretti alla fuga in seguito all’intervento di alcune persone che hanno assistito alla scena. Prostituzione in pieno giorno in via Silla, dove transessuali cercano di attirare l’attenzione degli automobilisti a pochi passi dai giardini pubblici, utilizzano l’area di un depuratore dismesso come ‘alcova’ per gli incontri con i clienti. Rapine e furti, anche ai danni dei negozianti, nel quartiere Figino, antico borgo agricolo che nel 2017 celebra mille anni di storia.

Un’escalation che ha spinto il comitato di quartiere a scrivere una lettera al presidente del Municipio 7 Marco Bestetti e al Comune di Milano, chiedendo all’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza di intervenire «per una maggiore vigilanza da parte delle forze dell’ordine» dopo l’ultimo episodio. «La donna era appena scesa dall’autobus, attorno alle 19.30 di lunedì scorso, quando è stata aggredita», racconta Siro Palestra, presidente del Comitato di quartiere. «Per fortuna sono intervenuti alcuni giovani che stavano fumando una sigaretta fuori da una vicina comunità – prosegue – i malviventi sono fuggiti, è arrivata la polizia e la vittima è stata portata in ospedale per accertamenti. L’ho incontrata ed è ancora sotto choc, ha avuto paura di morire anche perché dopo averla incappucciata le hanno stretto le mani attorno al collo». Fino a qualche anno fa, racconta Siro Palestra, nella zona operava un vigile di quartiere, una «presenza rassicurante che ora non c’è più». Per chiedere sicurezza i residenti avevano già organizzato una manifestazione, bloccando via Novara. Sono pronti a scendere di nuovo in piazza, perché «Figino è un borgo con una storia e un’identità, non possiamo rimanere in balia dei malviventi».

Una zona con luci e ombre. La tangenziale e il termovalorizzatore Silla 2, il progetto di housing sociale Borgo sostenibile con 321 appartamenti a basso impatto ambientale e cinque aree verdi protette, oltre a terreni agricoli e cascine. Poche attività commerciali, che si sviluppano attorno a via Fratelli Zanzottera e alla chiesa di San Materno, e la linea 80 per raggiungere Milano. Tra i problemi segnalati dai residenti lo spaccio di droga all’aria aperta a poche centinaia di metri dall’area frequentata dalle prostitute, vicino a un istituto gestito dalle suore. Automobilisti si fermano sulla strada, acquistano le dosi e poi tornano verso Milano, l’Alto Milanese o il Varesotto imboccando la tangenziale. «Mi hanno rubato il borsello due volte nell’arco di pochi mesi – spiega Giuseppe Labate, pensionato –. Una volta mentre stavo lavorando nell’orto, mentre in un’altra occasione hanno aperto la mia auto parcheggiata». I furti notturni sono una piaga, che si verifica «almeno due volte all’anno», anche per il bar-tabacchi in centro. «Purtroppo ci sono pochi negozi – spiegano Ennio Cilino e Pasquale Ruggiero – per comprare il pane dobbiamo andare a Settimo Milanese o alla Bonola». Di fronte ad attività che chiudono, strette dalla concorrenza dei centri commerciali, c’è chi tenta una nuova sfida. Il pakistano Siddiqi Fiaz Uddin nel luglio scorso ha aperto un piccolo negozio di alimentari in via Fratelli Zanzottera. «Cerco di vendere prodotti che i supermercati non hanno – racconta – come generi alimentari per le comunità straniere, perché qui vivono molte persone provenienti da Sudamerica, Nordafrica o Sri Lanka».