Milano, 28 agosto 2018 - Anche quest’anno il West Nile è arrivato in città: un milanese di 63 anni è ricoverato al Policlinico col virus trasmesso dalla zanzara culex. Ed è uno dei casi in cui l’infezione ha raggiunto il cervello ma, per fortuna, è «in fase di risoluzione», spiega una nota dell’Ats Metropolitana, che ieri ha ricevuto due segnalazioni. L’altra dall’ospedale di Legnano, dov’è ricoverato un uomo di ottant’anni, residente a Inveruno, anche lui con «un quadro clinico neuroinvasivo». Salgono così a sei i contagi da West Nile registrati dall’inizio del 2018 nel territorio dell’Ats; gli altri nel Lodigiano e nell’Ovest milanese, dove sono finiti in ospedale un 74 enne di Pregnana Milanese, ricoverato a Legnano con un’encefalite (non è cosciente ma è stabile), e un 55 enne di Rho, che si è sentito male in vacanza a Massa.

I casi del 2018, in Lombardia, salgono invece almeno a 24 e forse a 25, perché ai 22 rendicontati giovedì dalla Regione potrebbe aggiungersi, oltre alle segnalazioni di ieri, quella di un 91 enne mantovano, anche lui in Toscana dal 19 agosto, che giovedì scorso è stato ricoverato a Lucca con la febbre del Nilo; le sue condizioni, dicono i medici, «sono in lieve miglioramento». L’origine del contagio, sostiene la Usl locale, è da cercare in Lombardia. Era mantovana anche l’unica vittima lombarda del virus quest’anno (in Italia, con 255 contagi confermati da giugno, sono state una decina): Eda Taffurelli, 77enne di Castelletto Borgo, è morta la scorsa settimana al Carlo Poma dove era arrivata il 14 agosto.

Dei 24 casi confermati dai laboratori dell’ospedale Sacco e del San Matteo di Pavia, uno risale a maggio, uno a giugno, due a luglio e ben venti ad agosto. Due erano donatori di sangue risultati positivi ai controlli; degli altri, sette sono stati segnalati all’Ats Valpadana (quella di Mantova), cinque a quella di Brescia, due a Pavia e quattro (più gli ultimi due) alla Metropolitana di Milano–Legnano–Melegnano–Lodi. Quelli della nostra Ats, ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, sono numeri tutto sommato in linea con quelli degli ultimi anni: ci furono 12 contagi nel 2015 (uno a Milano, sei a Lodi, uno a Melegnano e quattro nell’Ovest), due nel 2016 (a Milano e a Melegnano), uno l’anno scorso, proprio qui in città. La Regione comunque, ha detto Gallera e ricordato ieri il governatore Attilio Fontana, ha messo in campo le contromisure previste per la febbre del Nilo: dagli inviti ai sindaci a rafforzare il contrasto alle zanzare ai supercontrolli sulle donazioni di sangue e i trapianti di organi.