Giusy e Sabatino Ciancone
Giusy e Sabatino Ciancone

Milano, 12 luglio 2020 -  Tra migliaia di lavoratori che ancora aspettano la cassa integrazione per i mesi del lockdown c’è anche Sabatino Ciancone, 62 anni e padre di 6 figli. "Siamo in una situazione critica", dice la moglie Giusy Locadi, cinquantatreenne, che si è rivolta al Giorno per denunciare la situazione: "C’è troppa burocrazia, passaggi infiniti tra l’azienda di mio marito, che lavora part time nelle mense delle ferrovie, e l’Inps. Intanto, noi siamo disperati". La famiglia vive in una casa popolare di via Don Francesco Beniamino della Torre a Quarto Oggiaro.

"In condizioni normali dobbiamo farci bastare lo stipendio di mio marito, di 750 euro, più quello che riesco a racimolare con lavoretti saltuari - sottolinea Giusy -. Adesso aspettiamo ancora i soldi di maggio e giugno. Abbiamo ricevuto solo dei buoni spesa e, se non ci fossero alcuni familiari a darci una mano, saremmo perduti. A darmi forza sono i miei ragazzi: splendidi, perché non chiedono nulla. Né un vestito, né il cellulare che magari vorrebbero. Io sono orgogliosa di loro, sono stati tutti promossi nonostante le difficoltà della didattica a distanza in quarantena in una casa affollata e con pochi strumenti tecnologici".

Il maggiore, Gianluca, che ha 32 anni, è l’unico a vivere fuori casa. Poi ci sono Andrea, la secondogenita di 19, che frequenterà l’ultimo anno del Liceo delle Scienze umane, e Gabriel, di 18, nella stessa classe. Aurora, di 17 anni, andrà al quarto anno di un Istituto professionale, mentre i due piccoli frequentano ancora le medie: Sharon, di 12 anni, deve iniziare il secondo anno, e Daniel, di 11, il primo.  "Compirà gli anni il 21 luglio. Saranno i fratelli a preparargli la torta e a pensare ai regali. Tutto fatto in casa". La signora Locadi spiega che, oltre a occuparsi dei figli e della casa, "ho fatto le pulizie e la cameriera in un bar; ora sono in cerca di lavoro".

Ma come mai i soldi della cassa integrazione per il marito non arrivano? L’azienda per cui il signor Ciancone lavora, Elior, comunica "di aver attuato tutte le azioni necessarie per consentire l’erogazione del Fondo di integrazione salariale. A marzo e aprile il dipendente non ha fruito degli ammortizzatori sociali in quanto ha fatto uso delle ferie e di altri istituti". E per maggio e giugno? "Il lavoratore usufruirà del Fondo per maggio, per cui la richiesta è stata inoltrata da Elior a seguito della ricezione dell’autorizzazione da parte dell’Inps e il cui pagamento è attualmente in carico presso l’ente. Per giugno, l’autorizzazione è già stata ricevuta e l’azienda provvederà all’invio dei dati per il pagamento da parte dell’Inps entro 10 giorni dalla chiusura del processo paghe, come da procedura interna". La famiglia intanto aspetta. "Il dipendente, inoltre, ha beneficiato per il mese di maggio della possibilità offerta da Elior di accedere al Prestito Garantito da rate di tredicesima e quattordicesima".