Milano, 7 giugno 2018 - I finanzieri della compagnia Paderno Dugnano hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente di beni immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare complessivo di 2 milioni e 300 mila euro nei confronti
di un imprenditore dell'hinterland milanese. Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Monza, con le indagini coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica, ha portato al sequestro di 8 unità immobiliari nelle province di Milano, Aosta e Pavia, per un valore corrispondente all'illecito profitto di oltre 2 milioni di euro. 

Nel corso di una verifica fiscale condotta nei confronti di una società di capitali il focus degli investigatori si è concentrato su un sistema di frode che aveva alla base un giro di fatture false, predisposte dall'imprenditore con i dati di oltre 40 ignari fornitori, nullatenenti e sconosciuti al fisco.  Sotto la lente d'ingrandimento delle Fiamme Gialle sono finite oltre 40 carte di credito prepagate, che l'amministratore avrebbe intestato in maniera simulata a soggetti prestanome e su cui faceva confluire somme, apparentemente corrisposte ai rispettivi titolari, in pagamento di forniture rese alla società, mantenendo l'esclusiva disponibilità.

L'imprenditore ha nascosto la fuoriuscita delle somme di denaro dalle casse societarie con l'utilizzo di fatture false per oltre 3,7 milioni di euro, ottenendo il duplice illecito vantaggio di crearsi un "fondo nero" per circa 820 mila euro di cui si sarebbe indebitamente appropriato, e di sottrarre all'erario in oltre 5 anni  imposte non versate per circa 1 milione e 500 mila euro. All'amministratore dell'impresa sono stati contestati i reati di frode fiscale, intestazione fittizia di beni, indebito utilizzo di carte di credito e l`appropriazione indebita aggravata di somme in danno della società.