Fabrizio Corona
Fabrizio Corona

Milano, 12 luglio 2020 -  Ore 1.30 di sabato, zona Città Studi a Milano. Al 112 arriva la chiamata di un residente, che dice che nel palazzo di fianco al suo è in corso una festa, con musica ad alto volume. Il cittadino dà pure il nome della persona che abita nell’appartamento “incriminato“: Fabrizio Corona.

Sì, proprio l’ex re dei paparazzi, che si è trasferito a inizio marzo in quell’abitazione extralusso dopo la scarcerazione disposta lo scorso 5 dicembre dal Tribunale di Sorveglianza, che ha deciso di concedere in via provvisoria a Corona il "differimento pena" nella "forma umanitaria" per consentirgli di curare, ai domiciliari, la "patologia psichiatrica" di cui soffre.

Arrivati sul posto, i carabinieri del Radiomobile bussano alla porta di Corona: trovano in casa altre cinque persone (tutte senza precedenti), tra cui due ragazzi di 22 e 29 anni e tre ragazze di 20, 22 e 23 anni. Ai militari (al momento dell’intervento non si sentiva musica dalla strada), il quarantaseienne originario di Catania, più volte condannato per i foto-ricatti a personaggi del mondo dello spettacolo e per reati di natura fiscale, consegna la documentazione rilasciata dalla Questura sul suo regime detentivo; manca però la copia dell’ordinanza con l’elenco delle le prescrizioni da rispettare.

A quel punto , i carabinieri si recano dal vicino, che conferma il viavai continuo di gente a casa Corona, che poco prima lì era in corso una festa e che sarebbe un’abitudine che si ripete ogni fine settimana. Già a inizio aprile, l’ex fotografo dei vip era stato diffidato dal Tribunale di Sorveglianza per aver ricevuto un personal trainer in pieno lockdown. Resta da capire se pure il comportamento dell’altra notte gli verrà contestato dai giudici.