Fabrizio Corona (Lapresse)
Fabrizio Corona (Lapresse)

Milano, 12 giugno 2019 -  Accogliendo il ricorso della Procura generale di Milano, la Cassazione ha disposto che il Tribunale di sorveglianza si pronunci nuovamente sull'ordinanza con la quale a novembre ha confermato l'affidamento terapeutico a Fabrizio Corona, ottenuto per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina. Anche se la misura è stata poi revocata due mesi fa, la Suprema Corte non ha ravvisato una carenza di interesse nel ricorso in cui il pg contesta che l'ex agente fotografico abbia "palesemente e reiteratamente violato le disposizioni della misura alternativa", dimostrando "totale assenza di adesione al programma di trattamento", dalla violazione delle pene accessorie per la bancarotta, fino all'ospitata al Grande Fratello Vip.

Il tribunale di sorveglianza aveva confermato la sussistenza delle condizioni di ammissibilità alla misura dell'affidamento, già concesso in via provvisoria dal magistrato di sorveglianza nel febbraio 2018, sottolineando che Corona avesse sostanzialmente aderito alla principali prescrizioni imposte. Ma per la Cassazione, come si legge nelle motivazioni della sentenza (n. 26031) con cui il 28 maggio la prima sezione penale ne ha disposto l'annullamento con rinvio, l'ordinanza del tribunale di sorveglianza di Milano ha compiuto "un'errata e incompleta motivazione sui presupposti per l'affidamento terapeutico che deve essere disposto (o revocato) tenendo presente il comportamento del condannato in costanza di misura". Ora ci dovrà essere una nuovo pronuncia che riguardi il periodo febbraio-novembre 2018, in quanto la revoca poi disposta opera solo da quel momento.