Limbiate (Monza Brianza) , 23 febbraio 2018 - Dovrà curarsi a Limbiate. Per il momento non si può sapere nulla di più sul programma di reinserimento di Fabrizio Corona, l’ex fotografo dei vip, scarcerato mercoledì pomeriggio a Milano per decisione del Tribunale di sorveglianza, che ha accolto la richiesta dei suoi legali e ha concesso l’affidamento terapeutico.

Corona è stato inserito quindi in una comunità terapeutica di recupero dalle dipendenze, che dovrà frequentare di giorno. Il nome della struttura non è stato diffuso: non ci sono conferme ufficiali, anche perché si tratta di un trattamento terapeutico per il quale valgono le regole sulla privacy della persona, ma la destinazione dovrebbe essere quella dell’unica struttura di recupero presente a Limbiate, nel comprensorio dell’ex Antonini di Mombello. Si tratta di una struttura gestita da una fondazione privata, accreditata con il sistema sanitario regionale. Naturalmente, dalla Fondazione non ci sono né conferme né smentite, si ribadisce solo l’obbligo alla massima riservatezza per qualunque paziente che dovessero eventualmente accogliere in terapia. Anche dalla Polizia locale per il momento non ci sono indicazioni specifiche riguardo a particolari servizi di controllo da effettuare. Insomma, per il momento, a Limbiate, tutto tranquillo anche se la notizia dell’imminente arrivo del personaggio, tanto discusso quanto ammirato, non ha lasciato indifferente.

La prima richiesta di affidamento terapeutico per Corona era stata respinta a metà settembre e aveva per destinazione una comunità nel bresciano. Adesso invece il giudice Simone Luerti ha accolto l’istanza. Il provvedimento emesso ha permesso a Corona di uscire subito dal carcere di San Vittore ma dovrà essere, però, confermato in un’udienza davanti a un collegio della Sorveglianza a fine marzo. Secondo quanto disposto dal decreto del Tribunale, nei prossimi mesi Fabrizio Corona potrà uscire dalla sua casa solo per andarsi a curare. Avrà l’obbligo di star lontano da droga e denaro. Niente giornalisti, tv, fotografi, social network. Corona, scrive il giudice Luerti, è consapevole «di essere all’ultima occasione per riprendere in mano la propria vita e quella del figlio quindicenne».