Milano, 21 febbraio 2018 - Fabrizio Corona esce dal carcere, dopo un anno e 4 mesi a San Vittore, e torna in una comunità terapeutica. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Milano che ha concesso all'ex fotografo dei vip l'affidamento terapeutico in una comunità a Limbiate, in Brianza. Il giudice ha stabilito che Corona potrà dormire nella sua abitazione, in via De Cristoforis, zona della movida milanese, ma potrà uscire soltanto per recarsi nella comunità. Corona ha abbracciato la fidanzata Silvia Provvedi e salutato alcuni amici, prima di allontanarsi in auto.

Fabrizio Corona abbraccia la fidanzata (fotogramma da video Lapresse)LE PRIME PAROLE - "Sono contento di essere uscito, ringrazio il magistrato, ma sono anche inc... per la fatica, perché ci sono voluti 16 mesi ad ottenere ciò». Sono le prime parole, pronunciate da Fabrizio Corona dopo l'uscita da San Vittore, e riferite dal suo legale, l'avvocato Ivano Chiesa. Il difensore ha fatto notare anche lui la "fatica" per ottenere la scarcerazione. "Potevano bastare 16 giorni non 16 mesi", ha detto. "Siamo contenti, soprattutto perché potrà dormire a casa. Sembrava un miraggio ma finalmente esce", ha commentato Giulia Provvedi, sorella della fidanzata di Corona.

LE CONDIZIONI - Il legale ha spiegato che a Corona il giudice ha concesso un "affidamento terapeutico semiterritoriale", ossia da mattina a sera dovrà restare nella comunità di Limbiate e poi potrà tornare a casa a dormire, mentre "la domenica dovrà restare in casa. Non potrà avere contatti con nessuno all'esterno, nemmeno attraverso i social network e altri mezzi di comunicazione, e non potrà tornare a svolgere il suo lavoro, né rilasciare interviste e diffondere immagin", ha sottolineato il legale, anche se potrà vedere i suoi familiari e stare con il figlio. Il legale ha sottolineato che Corona, come ribadisce ormai da tempo, "è un altro uomo, ha una maggiore consapevolezza e in questi anni ha pagato 8 milioni di euro di tasse". Il 27 marzo prossimo ci sarà un'udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza in composizione collegiale per discutere la conferma del provvedimento di oggi, ma anche la richiesta della difesa di revocare la decisione con cui i giudici, mesi fa, gli tolsero l'affidamento in prova. 

Fabrizio Corona esce dal carcere (fotogramma video Lapresse)L'ORDINANZA - Fabrizio Corona è un tossicodipendente cronico ed è soprattutto questo che "impone la prosecuzione di un programma di disintossicazione fisica e psicologica". Anche perché i 16 mesi trascorsi in carcere sono  Serviti all'ex fotografo dei vip per maturare "una forte motivazione personale ad intraprendere il percorso di cura". Lo sottolinea il giudice nell'ordinanza con cui ha concesso l'affidamento terapeutico da svolgere all'interno del centro "Umberto Fazzone" di Limbiate, in provincia di Monza, specializzato nel recupero di alcolizzati e tossicodipendenti. E' qui, nella struttura della Fondazione Eris Onlus, che l'ex fotografo dovrà sottoporsi a un "serrato programma di attività diurne" anche "con sostegno psicologico, psicoterapeutico e psichiatrico". "Lo spirito con cui il detenuto si è rapportato con l'autorità giudiziaria e penitenziaria  - si legge ancora nell'ordinanza - ha subito un significativo miglioramento ed è caratterizzato da una maturità e da un riconoscimento dei propri doveri che sono stati dimostrati nel positivo andamento del procedimento di prevenzione in cui Corona ha dimostrato di avere pagato il debito tributario e nell'esito del processo penale che si è concluso con una sentenza di assoluzione".

Fabrizio Corona esce dal carcere (fotogramma da video Lapresse)IL PRECEDENTE - Corona era già stato scarcercato nel giugno 2015 dopo aver ottenuto dal magistrato di sorveglianza il via libera per poter scontare la pena residua (circa 5 anni di carcere) svolgendo servizi socialmente utili all'interno della comunità Exodus di don Mazzi a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Dopo pochi mesi ottenne l'affidamento in prova sul territorio, con la possibilità di partecipare a serate in discoteca e ad altri eventi mondani per la promozione della sua immagine. Venne riarrestato nell'ottobre 2016 dopo la scoperta del cosiddetto "tesoretto" che avrebbe sottratto al fisco: circa 2,6 milioni di euro tra gli 1,7 milioni murati nel controsoffitto della sua storica collaboratrice Francesca Persi e gli 860mila euro nascosti in due cassette di sicurezza di una banca austriaca di Innsbruck. Il processo penale che lo ha visto imputato per intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione si concluse con una condanna light: un anno di carcere, contro i 5 chiesti per lui dalla pubblica accusa.