Milano, 23 gennaio 2018 - Confiscare la casa a Fabrizio Corona ma 'restiturgli' circa un milione e ottocentomila euro perché ha pagato in parte le tasse. E' questa la richiesta conclusiva del procuratore aggiunto di Milano Alessandra Dolci nel procedimento davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, chiamata a decidere se confiscare l'appartamento di via De Cristoforis, nella zona della movida milanese, e i 2,6 milioni in contanti trovati in parte nel controsoffitto di una sua collaboratrice e in parte in Austria. Lo 'sconto' a Corona si spiega con la richiesta di revoca da parte del pm della confisca dei circa 860mila euro trovati dagli inquirenti, nell'ultima indagine che ha portato al suo nuovo arresto, in due cassette di sicurezza in una banca austriaca.

Fabrizio Corona "ha fatto lo sciamannato con delle belle ragazze dietro", ma "è la persona più lontana dalla mentalità criminale che si possa concepire" ha detto l'avvocato Ivano Chiesa, legale dell'ex re dei paparazzi, nel corso del suo intervento davanti ai giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano. "la gente comune percepisce che non é un delinquente ma che è solo un gradasso, un 'ganassa', e mi dice 'è ancora in galera, por fioeu (povero figlio, in milanese, ndr)'" ha proseguito.

Il legale ha invitato i giudici, che dovranno decidere se sequestrare la casa e 2,6 milioni di euro all'ex agente fotografico, a valutare la sua situazione lasciando da parte i "moralismi". "Su quest'uomo - ha spiegato il legale - c'è una nube tossica di pregiudizio, i moralisti mi hanno stancato, la morale non deve entrare nelle aule di giustizia. Se voi lasciate da parte i moralismi prendete una decisione in 5 minuti". Chiesa e il co-difensore Luca Sirotti hanno chiesto al collegio di dissequestrare tutti i beni di Corona e di non aggravare la sorveglianza speciale. Ha preso poi la parola lo stesso Corona il quale, rivolgendosi ai giudici, ha detto: "Lasciatemi la casa, così io che sono Fabrizio Corona la rivendo a 2,5 milioni di euro, anche se vale 1,5, e con quei soldi la mia società paga le tasse che deve ancora". In sostanza, l'ex agente fotografico ha chiesto che non gli venga confiscata la casa così lui, vista la sua notorietà, riuscirebbe a rivenderla a un milione di euro in più rispetto al valore della perizia. Quei soldi poi li impiegherebbe "non in vacanze alle Maldive", ma con quel denaro la sua società, la Fenice srl, pagherebbe le tasse ancora dovute.