Milano, 6 aprile 2017 - Nuova udienza del processo a carico di Fabrizio Corona, imputato insieme a Francesca Persi per gli 1,7 milioni ritrovati nel controsoffitto di casa della donna e per gli 800 mila euro depositati in due diverse cassette di sicurezza in Austria. Nel corso della prima parte del suo interrogatorio, l'ex fotografo dei vip se l'è presa con alcuni articoli di stampa ma anche con il pm del caso 'Vallettopoli' Henry John Woodcock, tanto che il giudice Guido Salvini è dovuto intervenire dicendogli di "non polemizzare ed evitare toni da comizio". Ha raccontato, poi, che il 'nero' "non lo dichiaravo, venivo da un momento difficile dopo il primo arresto, lo raccoglievo e lo mettevo in tre cassette di sicurezza, due intestate ad una mia amica di cui non voglio fare il nome". Un racconto intercalato anche da passaggi come "se non mi avessero arrestato, io con la 'voluntary disclosure' di Renzi avrei fatto rientrare dall'estero tutti i soldi e ci avrei pagato le tasse" e "potevo fare come Tulliani a Dubai e fare la bella vita, invece di consegnarmi agli agenti dopo la fuga in Portogallo", dopo la prima condanna definitiva nel 2013.

Belen Rodriguez e Fabrizio CoronaHa parlato, tra le altre cose, anche di quando "Belen Rodriguez perse il figlio" e "del carcere che era imminente e io ho iniziato a fare tanto uso di cocaina e sempre in quel periodo nel 2012" la decisione di chiedere a Persi, "la donna di cui mi fido, da sempre follemente innamorata di me", di "murare i soldi", tolti dalle cassette di sicurezza, che avrebbe ripreso quando sarebbe uscito. "Il 'nero' guadagnato per me era un problema - ha chiarito - e per questo cercavo anche di pagare tutti i miei collaboratori 'in nero'". Corona ho anche detto che quei 1,7 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto "vengono tutti da serate, campagne e lavoro e li ho fatti tra il 2008 e il 2012" e, in particolare, "nel 2009, quando con Belen Rodriguez siamo diventati una coppia mediatica eccezionale, come Bonnie e Clyde eravamo, tutto quello che toccavamo diventava oro, guadagnavamo cifre folli".  

Sempre riguardo i soldi, Fabrizio Corona sarebbe riuscito a guadagnarne anche su "seni rifatti" e "liposuzioni" incassando "provvigioni" per mandare clienti vip da un chirurgo plastico. Lo ha raccontato lo stesso ex agente fotografico in un passaggio del suo lungo interrogatorio, durato tutta la giornata.  Ad Atena, la società riconducibile all'ex 're dei paparazzì, stando alla sua versione, si sarebbe rivolta anche la compagna del calciatore Iturbe, ex Roma e ora al Torino, perché quest'ultimo "voleva rilanciare l'immagine della sua fidanzata". La donna, ha aggiunto Corona, "è venuta da noi, ci ha detto che si voleva rifare e noi l'abbiamo mandata dal chirurgo e il chirurgo per questa mediazione poi pagava una percentuale a noi". L'ex agente fotografico ha raccontato di aver incassato anche "novemila euro" per una liposuzione di una cliente.

Francesca Persi (La Presse)Poi, il racconto rocambolesco del 'tesoretto': nel luglio 2016, assieme alla sua collaboratrice e coimputata Francesca Persi decidono di 'liberare' dal controsoffitto i soldi custoditi dalla donna per determinarne l'entita'. "Persi prende un martelletto e fa un buco - ricorda Corona davanti ai giudici nel processo in cui e' imputato per intestazione fittizia dei beni - e inziamo a contarli. Contiamo, contiamo e a un certo punto mi viene da ridere. Ma che ci si fa con tutti quei soldi? Arrivati a un milione e quattro ci fermiamo stanchi". L'ex 'fotografo dei vip' precisa poi che parte dei soldi "pieni di terra, a testimonianza che non erano di adesso" viene messa nei sacchetti della spazzatura". Sempre su questo 'tesoretto' Corona ha aggiunto: "Quando mi sono stati sequestrati, il pm mi ha tolto un peso. Di quel milione e ottocentomila euro non sapevo che farmene". La scelta della Persi come custode del denaro viene giustificata cosi': "Anche se la vedete ingenua e minuta, lei è una ragazza molto in gamba e i soldi li ha murati lei da sola, senza sapere quanti fossero. Tutti sanno che lei ha questo rapporto folle di amore nei miei confronti, mi fidavo ciecamente di lei e la considero onestissima, so che non avrebbe mai toccato un euro".  

A casa di Francesca Persi la scorsa estate, per Fabrizio Corona, non sono andati i ladri ma "è andata la polizia". "Francesca Persi in quel periodo aveva iniziato a frequentare compagnie sbagliate - ha detto l'ex paparazzo -, è uscita a cena una sera e proprio quella volta le sono entrati in casa. Avevano bucato tutte le pareti, tranne il controsoffitto" dov'era stato nascosto il denaro, "fatto che mi ha messo in sospetto - ha spiegato Corona - e mi sono posto delle domande". Il presidente del collegio Guido Salvini gli ha chiesto: "E che risposte si è dato?". "Che sia stata la polizia". 

In una delle ultime fasi dell'interrogatorio, poi, mentre rispondeva alle domande dei suoi legali, gli avvocati Luca Sirotti e Ivano Chiesa, Corona ha ribadito anche oggi che "se non fossi andato a fare quella maledetta denuncia" dello scorso agosto, in relazione alla bomba carta esplosa sotto casa sua, non sarebbe a processo, ma "sarei uno dei personaggi più famosi della tv". Dopo 3 anni di carcere, ha aggiunto ancora, "mi dovevano dare almeno 8-9 mesi di tempo per farmi sistemare le mie cose, io non sono uno che scappa a Dubai". E ancora: "Oggi il mio debito con il Fisco è di 9 milioni di euro, ma 5 milioni sono di sanzioni e interessi e le mie società hanno pagato 8 milioni di tasse".  Infine, per Corona se l'inchiesta, dopo il sequestro dei soldi nel controsoffitto, fosse rimasta al pm David Monti "io ci avrei pagato le tasse e basta", ma poi "è passata alla Boccassini ed è finita". E ha concluso: "Oggi non c'è più nessuno attorno a me, quando sono nei guai c'è solo mia madre". L'11 aprile sarà la volta dell'interrogatorio di Francesca Persi, sua collaboratrice e imputata.