Fabrizio Corona esce dal Palazzo di giustizia (Lapresse)
Fabrizio Corona esce dal Palazzo di giustizia (Lapresse)

Milano, 16 marzo 2017 - Fabrizio Corona torna in aula, in Tribunale a Milano, per una nuova udienza del processo che lo vede imputato per intestazione fittizia di benin e frode al fisco. Per circa 45 minuti, l'ex fotografo dei vip ha rilasciato dichiarazioni spontanee. In uno dei passaggi, Corona ha anche citato il Papa: "È proprio vero ciò che succede e ciò che ha detto anche Papa Francesco, ossia che quando uno si macchia di un delitto non si può più smacchiare".  Poi, l'ex re dei paparazzì, oltre a difendersi con forza dalle accuse, ha citato non solo il Pontefice ma anche "Canzio", il primo presidente della Cassazione, per dire che "bisogna distinguere i processi mediatici dai processi veri e propri". E poi, in quella che è stata anche una sorta di arringa personale, non ha risparmiato attacchi agli investigatori, alla Dda e ai testimoni, tanto che il giudice Guido Salvini gli ha ricordato che correva "il rischio di incappare in altri gravi reati" e lui ha chiesto "scusa".

Nel corso della lunga deposizione, Corona un paio di volte si è rivolto direttamente al pm Alessandra Dolci (il magistrato gli ha chiesto di abbassare il tono della voce) concludendo con la rivendicazione di aver pagato "8 milioni di euro di tasse in tre anni e mezzo" e con una domanda: "Perché mi hanno arrestato, se io ho anche chiesto a chiunque di essere interrogato?". L'ex re dei paparazzi ha esordito spiegando che lui dice "sempre la verità, anche se purtroppo qui si sono viste persone che non l'hanno detta", riferendosi ai testimoni-investigatori. Davanti ai giudici ha ripercorso data per data, da luglio a settembre scorso, prima "l'aggressione" da lui subita in un bar da parte del calciatore Giuseppe Sculli: "Mi chiese 50 mila euro", "un mafioso che non ha fatto nemmeno la galera", "fa il criminale nella 'Milano bene' come ha fatto nel calcio". Corona ha raccontato di aver deciso di spostare i soldi (lo fece materialmente la sua collaboratrice e imputata Francesca Persi) dalle cassette di sicurezza in Italia a quelle in Austria "a seguito di quell'aggressione e dell'articolo che uscì su un quotidiano che indicava Persi come la mia 'cassafortè".  Ha ammesso, poi, gli incassi in contanti e 'in neròo'per le erate nei locali, ma ci ha tenuto a precisare che "io i soldi li mettevo nelle cassette di sicurezza. Sapete quanti amici avrei avuto per spostarli alle Cayman?". Poi gli attacchi alla teste-chiave dell'inchiesta Geraldine Darù (sarà ascoltata in aula il 21 marzo), sua ex collaboratrice: "Basta guardarla esteticamente per vedere che vive in un altro mondo".

E le 'bordate' alla polizia che, a suo dire, ha indagato su di lui e non sulla bomba carta (episodio da lui denunciato) esplosa sotto casa sua il 15 agosto: "Una volta che chiamo la polizia - ha detto sorridendo - vengo arrestato, mentre Sculli colto in flagranza nell'estorsione non l'hanno arrestato". In Questura, invece, stando al suo racconto, "mi hanno chiesto subito: 'che rapporti hai con la criminalità organizzata?'" ed è stato in questo passaggio che Corona ha deciso di citare il Papa. Poi le accuse di essere stato fatto passare per «criminale, mafioso, camorrista". E ancora: "Nella mia vita mancava la Dda ad indagare su di me, ora mi manca solo l'accusa di omicidio". Infine, anche il racconto su "un generale della Gdf che al bar diceva 'la settimana prossima arrestiamo Corona e lo buttiamo in galera per altri 20 annì'".

POLIZIOTAA: "Si INDAGA ANCORA SULLA BOMBA SOTTO CASA" - Nel corso dell'udienza di oggi, è stata ascoltata anche una poliziotta riguardo all'episodio della bomba carta messa sotto casa di Corona, episodio per cui il fotografo aveva denunciato Giuseppe Sculli, nipote di un capo-cosca della 'ndrangheta. "L'attività di indagine svolta anche a carico di Sculli (indagato dalla Procura di Milano, ndr) non ha portato a elementi sufficienti per un suo coinvolgimento nell'episodio", ha riferito la poliziotta che ha inoltre aggiunto: "Diversi soggetti non erano particolarmente felici dell'attività di Corona e delle sue prestazioni", citando a esempio il titolare di una discoteca di Udine che avrebbe minacciato il fotografo al quale aveva versato mille euro per una serata cui poi Corona non si era presentato. In defintiiva, secondo l'investigatrice, "non sono chiusi tutti i fronti di indagine sull'attentato". 

LEGALE DI CORONA: "E' ARRABBIATO" - Questa mattina, il suo legale, l'avvocato Ivano Chiesa, aveva fatto sapere che "Corona sta bene, ma è arrabbiato per una cosa che è stata ingigantita, il dibattimento lo sta dimostrando e le cose stanno assumendo le loro reali dimensioni", facendo riferimento a quanto avvenuto una settimana fa, nel corso dell’ultima udienza.  "L'udienza è pubblica, come si fa a scrivere certe cose? Basta entrare e guardare", aveva aggiunto il legale. "Fabrizio era, in aula era tranquillo - aveva spiegato -, come può esserlo un imputato che rischia 5 anni di galera, ne ha già 5 sulle spalle e ha una continuazione impugnata". "Il presidente del collegio, Guido Salvini, è uno dei migliori giudici d'Italia. Se davvero Corona avesse fatto quello che ho letto sui giornali l'avrebbe cacciato dall'aula in 30 secondi", aveva concluso.