Fabrizio Corona (Olycom)
Fabrizio Corona (Olycom)

Milano, 23 novembre 2016 - "Sono andato a denunciare la bomba carta esplosa sotto casa mia la scorsa estate e da lì è partito tutto, mi hanno trattato come un criminale, ma io su quei contanti sono ancora in tempo per pagare le tasse". Fabrizio Corona, difeso dall'avvocato Ivano Chiesa, è stato interrogato dal pubblco ministero su propria richiesta sostenendo di sentirsi "accerchiato" e di aver commesso "un errore, ma non un reato". Contanti che Corona ha sempre sostenuto essere compensi "in nero per le sue serate in discoteche e locali e ha spiegato che sarebbe ancora in tempo per versare le imposte dovute".

L'ex fotografo dei vip si è difeso ancora una volta dalle accuse che gli sono state contestate per quei soldi trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria, spiegando in sostanza che si tratta soltanto "di una questione fiscale". "Fabrizio ha chiarito tutto ulteriormente, perché non ha niente da nascondere" ha spiegato l'avvocato Ivano Chiesa, che difende Corona assieme al collega Luca Sirotti dopo l'interrogatorio nel carcere milanese di San Vittore, richiesto dalla stessa difesa dopo la chiusura dell'inchiesta da parte della Procura come prevede la legge. Corona già nell' interrogatorio davanti al gip (questo era il primo davanti al pm) aveva spiegato che sarebbe ancora in tempo a versare le imposte dovute su quei soldi che, a suo dire, sarebbero i compensi in nero per le sue serate nei locali.