CASCINA Nel mercato di Triulza assaggi di prodotti sardi A sinistra, la direttrice del padiglione Chiara Pennasi (Newpress)
CASCINA Nel mercato di Triulza assaggi di prodotti sardi A sinistra, la direttrice del padiglione Chiara Pennasi (Newpress)

Milano, 6 agosto 2015 - Il suo destino è già scritto: Cascina Triulza resterà in piedi dopo Expo, è una delle eredità che l’evento lascia a Milano. Tanto che sulle scrivanie della fondazione che gestisce il padiglione del volontario all’Esposizione universale sono piovute prenotazioni persino per eventi «a novembre e dicembre», precisa la direttrice, Chiara Pennasi. Gli organizzatori sono al lavoro da tempo al dossier post-Expo, visto che una lettera del Comune di Milano assegna loro la gestione degli spazi fino al giugno del prossimo anno. L’obiettivo è di non abbassare la serranda, tuttavia ci sono delle incognite: «Noi dal primo novembre teniamo in vita questo spazio – spiega Pennasi – anche se non sappiamo ancora in quale contesto, da dove si entrerà e cosa succederà intorno». Fondazione Triulza, ad esempio, ha avanzato la proposta di salvare anche il Children park del sito espositivo, che sorge vicino, e in prospettiva sta studiando un progetto per fare della cascina un centro per l’innovazione sociale e, nei finesettimana, un approdo fuoriporta per i milanesi. Il tutto, ça va sans dire, al netto dei tempi e del cantiere con cui l’intera area dell’Esposizione universale sarà riqualificata.

Nonostante la posizione defilata, senza un affaccio sulla passerella del Decumano, nei primi tre mesi di attività Cascina Triulza ha realizzato «circa 300 eventi, con 26.180 persone sedute – spiega Pennasi –. Ai laboratori per bambini, dai 4 ai 10 anni, abbiamo registrato 1.616 iscritti più altri 1.460 alle attività esterne». Più le scolaresche (circa seimila ragazzi tra maggio e giugno), i 150 Comuni rappresentati al mercato, 140 associazioni transitate dall’antica corte e 4.600 noleggi di mezzi elettrici in tre mesi al centro per la mobilità (un servizio rivolto ad anziani e disabili). E nel frattempo si sta riempiendo anche l’agenda di settembre e ottobre. Sembra un paradosso ma gli organizzatori giudicano un buon segno anche i numeri piccoli, come le 9 tonnellate di cibo avanzato recuperate nel trimestre con il Banco alimentare (che si appoggia alla Cascina per la logistica), inferiore alle attese e prova che anche negli altri padiglioni si risparmia. La fondazione ha appena approvato il budget dell’anno, «in equilibrio – puntualizza la direttrice –. Con 3,4 milioni di entrate, 3,3 milioni di uscite, restano 97mila euro di margine». E nonostante i ripetuti no alle multinazionali che avrebbero voluto affibiarsi la medaglia di sponsor ma, spiega Pennasi, «erano in contrasto con la nostra carta etica».

luca.zorloni@ilgiorno.net

Twitter: @Luke_like