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24 apr 2022

Milano Expo 2015, scontro infinito al Tar sul padiglione cinese in Centrale

Rimosso nel 2017 ma Grandi Stazioni e Comune si scontrano ancora in tribunale 

massimiliano mingoia
Cronaca
Il China City Pavillon Shanghai in piazza Duca d’Aosta installato per l’Expo 2015 e rimosso nel 2017. Ma la lite va avanti
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Del Padiglione cinese per l’Expo 2015 installato in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, non c’è più traccia dal giugno del 2017, quando è stato smantellato, ma Comune e Grandi Stazioni continuano a litigare al Tar della Lombardia: il ricorso verrà discusso nel merito il prossimo 4 maggio, sette anni dopo l’inaugurazione dell’Esposizione universale del 2015. Paradossi della giustizia amministrativa.

Parliamo del “China City Pavillon Shanghai’’, un padiglione di 360 metri quadrati per le attività di vendita e somministrazione che era stato installato in piazza Duca d’Aosta in occasione dell’Expo 2015. Un progetto italo-cinese nato con il sostegno del capoluogo lombardo e della municipalità di Shanghai per supportare i tre padiglioni cinesi all’Esposizione universale. Il Comune aveva concesso l’occupazione di suolo pubblico a Grandi Stazioni fino al 31 dicembre 2015, due mesi dopo la fine dell’Expo. Ma la società che gestisce la Centrale aveva chiesto una proroga di un anno della concessione, fino al 31 dicembre 2016 e poi di un anno ancora, fino al 31 dicembre 2017 in attesa di definire un accordo con il Comune per trasformare la struttura – realizzata dallo studio di architettura Vudafieri Severino Partners – in un punto multiservizi chiamato “Milano Point”. Palazzo Marino concedeva il rinnovo della concessione di suolo fino al 29 gennaio 2017 e il giorno dopo, il 30 gennaio, mandava la Polizia locale a effettuare un sopralluogo in piazza Duca d’Aosta: i vigili urbani accertavano che il China City Pavillon Shanghai era ormai chiuso e in disuso. Nel frattempo le trattative per la realizzazione del “Milano Point’’ non andavano a buon fine.

Risultato: il 9 marzo 2017 l’amministrazione ordinava alla società di rimuovere la struttura entro i successivi dieci giorni, avvertendo che il mancato adempimento avrebbe comportato l’avvio della procedura esecutiva con addebito spese. Il 12 maggio 2017, però, Grandi Stazioni presentava un ricorso al Tar in cui chiedeva l’annullamento sia della mancata proroga della concessione sia dell’ordinanza con cui il Comune imponeva di rimuovere il padiglione. Il 21 giugno 2017 la società rinunciava all’istanza cautelare dichiarando di aver provveduto a eliminare la struttura. Il contenzioso, però, è andato avanti e non è ancora finito. Udienza il 4 maggio. Sette anni dopo l’Expo.

 

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