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31 mag 2022

Da giornalista a custode di condominio: "La mia nuova vita è su Youtube"

Paolo Giarrusso a 65 anni ha aperto il canale "Milanesi in portineria"

31 mag 2022
violetta fortunati
Cronaca
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Paolo Giarrusso
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Paolo Giarrusso

A volte la vita ci mette davanti a dei cambiamenti che al momento sembrano insormontabili, ci si sente sprofondare in un baratro, ma la Provvidenza non ci abbandona mai. Perché la vita ci toglie e poi ci dà. Come nel caso di Paolo Giarrusso, giornalista 65enne iscritto all’Albo da quarant’anni, che nel 2012, con la crisi che ha colpito l’editoria, perde il lavoro a Telenova dove ha ricoperto varo ruoli giornalistici. Dopo un periodo nero in cui credeva di non farcela, trova un impiego come custode in un condominio in zona corso Sempione.

“Non mi vergogno a dire che per un certo periodo sono stato aiutato dalla Caritas e da amici che mi hanno pagato l’affitto di casa. A 55 anni rimanere senza un lavoro è terribile perché sai perfettamente che non è facile riuscire a trovarne un altro. Ho cercato di continuare a fare quello che ho sempre fatto e che ho sempre amato, il giornalista ma non più da dipendente bensì da libero professionista. Purtroppo riuscivo a portare a casa solo 500 euro al mese che non mi bastavano neanche per pagare l’affitto. E allora ho iniziato a mandare in giro il mio curriculum a più non posso, ma niente. E la mia situazione, già precaria, dopo un anno è precipitata. Un giorno il papà di un amico di mio figlio mi dice che il suo custode in via Castelvetro sarebbe andato in pensione e mi ha consigliato di mandare il curriculum all’amministrazione condominiale. Tentar non nuoce, mi dico, ne avevo mandati talmente tanti che provo anche questa strada. Dopo qualche giorno mi chiamano per un colloquio e i consiglieri dell’amministrazione mi chiedono come mai con un curriculum come il mio, mi fossi candidato per un lavoro da custode. Perché tutti i lavori hanno la propria dignità, rispondo e poi spiego che avevo assolutamente bisogno di lavorare anche per riuscire a mantenere mio figlio. Poi fare il portiere è un lavoro che ha delle similitudini con quello che facevo io quando ero un coordinatore di redazione. In fondo un condominio da gestire è come se fosse una mega redazione. Dopo poco mi comunicano che sono stato votato all’unanimità. Dire che ero al settimo cielo è riduttivo. Nonostante il periodo nero che ho passato, ho sempre cercato di non buttarmi giù, non ho mai mollato, mi sono rimesso in gioco e ho vinto. Non mollare mai vuol dire che la ruota prima o poi gira. E puoi farla girare anche tu. Così io da giornalista sono diventato il custode di un super condominio con cinque numeri civici, duecento appartamenti, dieci scale, dieci esercizi commerciali e trecentosettanta inquilini”, racconta orgoglioso Paolo che si definisce un portinaio moderno “perché quando arrivano dei pacchi o delle raccomandate non metto i bigliettini del ritiro nella cassetta della posta ma mando un whatsapp ai diretti interessati, se sono persone anziane o non tecnologiche le chiamo al telefono”, racconta Giarrusso, che nonostante siano già passati sette anni dalla sua assunzione, ancora ringrazia Dio per avergli concesso questa possibilità. “Soprattutto per mio figlio, che è la mia stella, la mia forza ed è orgoglioso di me perché dice che ho saputo far girare la ruota”.

“Quando vado al mercato a fare la spesa la gente mi riconosce e si ricorda di me quando facevo la cronaca calcistica. Da un lato la cosa mi fa molto piacere, dall’altro mi fa venire un po’ di nostalgia del passato. E allora ho deciso che, parallelamente al mio lavoro da custode, avrei in qualche modo ripreso il mio lavoro da giornalista. E così ho aperto un canale di Youtube chiamato “Milanesi in portineria” in cui ho propongo interviste a milanesi che hanno fatto grande la città, tutti contatti che ho avuto grazie al mio lavoro da cronista. Distruggere è facile e ricostruire ci vuole più tempo, ma io ce la sto mettendo tutta e la sfida continua. Perché i sogni vanno sempre coltivati e come diceva Eleanor Roosevelt ‘il futuro è di chi crede nella bellezza dei proprio sogni’. Perché a volte i sogni si avverano. Ora la mia aspirazione non è quella di rincorrere il successo o la fama, vorrei solo lasciare una traccia di me e vorrei essere ricordato come il primo custode-giornalista d’Italia”, conclude scherzando Paolo. E quando gli si chiede se si sente più custode o giornalista, risponde: “Giornalista perché è sempre stato il mio sogno e custode perché ora è la mia nuova realtà”.

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